Il blog coppia & sessualità

Sesso: leggende, falsi miti e bizzarre credenze

Sul sesso se ne sono dette tante, forse anche troppe. Il risultato? Una marea di falsi miti e racconti leggendari che vedono protagonisti uomini e/o donne intenti a misurare, bere, mangiare o semplicemente assumere posizioni bizzarre per diversi scopi. Ecco alcuni esempi:

1)    Mani grandi, pene lungo. La grandezza delle mani, del naso, dei piedi, la lunghezza del pollice o l’altezza di un uomo non sono correlati alle dimensioni del suo pene. Questo misura in media 15 cm e, anche se è difficile che un uomo molto esile abbia un pene enorme, è comunque sempre consigliabile non mettete limiti all’estro di Madre Natura.

2)    Gli uomini fanno più sesso delle donne. Verosimile ma bisogna considerare il fatto che i signori tendono a ingrandire i loro numeri e le signore a diminuirli, causa giudizi morali poco edificanti. In realtà, soprattutto in questo secolo, uomini e donne sono pari.

3)    Dopo aver fatto l’amore, e per concepire un maschietto, bisogna rimanere a testa in giù per qualche minuto. Oltre alla scomodità della posizione, non esiste alcuna base scientifica che confermi la pratica.

4)    Si può rimanere incinta anche solo con un bacio. Niente di più assurdo, un bacio non mette incinta proprio nessuno. Le più “illustri” riviste per adolescenti vedono da decenni arrivare tra la loro posta messaggi in cui si chiede la conferma a tale dubbio, che attanaglia le menti più giovani già dagli anni Novanta, ma la risposta è da sempre la stessa: no.

5)    Masturbarsi rende ciechi. O sordi, dipende dal paese in cui vivete. Aldilà delle menomazioni fisiche derivanti dal sesso fai-da-tè, assolutamente false, non esiste alcuna controindicazione e masturbarsi non può far altro che rilassarvi.

6)    Quando tradiscono, gli uomini fanno sesso, le donne l’amore. Falso: le donne tendono ad essere più coinvolte nei rapporti per natura ma così come un uomo può tradire per amore, una donna può tradire per pura attrazione fisica.

7)    Solo se la donna ha un orgasmo può rimanere incinta. Parzialmente vero. L’orgasmo è un meccanismo fisico per trattenere il seme maschile e assicurarsi che arrivi a destinazione ma, se si utilizzano dei contraccettivi, i due fenomeni non sono legati.

8)    Alle donne il sesso piace meno che agli uomini. Dipende cosa si intende per sesso: è vero che le donne sono più restie a slegare sentimento e passione ma questo non vuol dire che non sappiano apprezzare anche una notte selvaggia con il tipo conosciuto in disco.

9)    I geek fanno poco sesso. Vero, ma solo in parte: solo gli uomini cosiddetti geek sono scarsi tra le lenzuola, complici forse le troppe ore passate davanti a videogiochi rubate al tempo da trascorrere con le proprie ragazze. Altro discorso per le donne: quelle appassionate di tecnologia hanno una vita sessuale buona; la maggior parte è sposata o fidanzata e 7 su 10 si dichiarano soddisfatte sessualmente dal proprio partner. Migliore gestione del tempo?

10)  Alcune bibite aiutano a non rimanere incinta. Negli USA si è diffusa la credenza per cui bere della cola impedirebbe alla donna di concepire un figlio, così come utilizzarla per farsi delle lavande intime. Ovviamente, non esiste alcuna prova scientifica che confermi tali credenze.

Occhio alle bufale e informatevi sempre prima di dar retta a dicerie e consigli trovati qua e là!

Per saperne di più:
Test sesso, Piacere e desiderio

In amore chi si somiglia, si piglia

In amore chi si somiglia, si piglia
© Thinkstock

La celebre festa degli innamorati è qui e non c’è anno bisestile che tenga. San Valentino è il giorno più rosa dell’anno, il più romantico, in cui tutti si sentono in diritto di dimostrare l’amore al partner (reale, immaginario o virtuale che sia) e in dovere di fare l’amore. In molti pensano che sia proprio il sesso uno degli elementi fondamentali che tiene unite le coppie ma, udite udite, gli scienziati americani dicono il contrario. I guastafeste d’oltreoceano affermano che gli elementi che metterebbero in crisi una relazione sono la poca comunicazione, le scarse affinità elettive e la carente complicità tra i due partner, non di certo il poco sesso. Lo dimostrano le 1200 coppie osservate dagli studiosi della Michigan State University, che hanno sottolineato inoltre che la condivisione dei valori essenziali della vita e lo stesso background culturale sono la chiave per un’intesa duratura. Sempre gli americani, non contenti di aver distrutto una delle credenze più radicate nei signori sul sesso con la propria compagna, ne hanno fatta un’altra di ricerca, stavolta in Minnesota, condotta dalla psicologa Mikhila Humbad in un centro specializzato in dinamiche familiari (il Center for Twin and Family Research). Viene dimostrato ancora una volta che sono le somiglianze a far durare un rapporto nei secoli dei secoli, e non la passione, che viene sconfitta proprio quando era convinta di poter dormire sonni tranquilli. Quindi, se fate parte di quella categoria di persone attratta da partner completamente diversi da loro, non perdete tempo in una relazione che probabilmente per Pasqua sarà già conclusa ma approfittate di queste dritte per trovare qualcuno che vi somigli, e che vi pigli.

Coscienti del fatto che a questo punto molti uomini saranno furiosi, facciamo ammenda e auguriamo a tutti di trascorrere la festa di San Valentino con la persona amata e, possibilmente, con la quale condividete pensieri, hobbies, valori e affinità. Elettive e non solo.

Lei, lui, Michelangelo e la relazione perfetta

Lei, lui, Michelangelo e la relazione perfetta
© Thinkstock

Gli psicologi lo chiamano effetto Michelangelo e dà l’idea di essere una sindrome che colpisce pittori o scultori. In realtà il celebre l’artista è stato scomodato per tutt’altro: l’effetto Michelangelo indica nientedimeno che la ricetta della relazione perfetta, la formula per far durare l’unione di una coppia per tutta la vita. Sono stati i ricercatori statunitensi del Weinberg College of Art and Science della Northwestern University di Evanston a dar vita a questa teoria, analizzando le analogie tra il comportamento da tenere in una coppia e il processo per cui Michelangelo riusciva a tirar fuori da un blocco di marmo sculture meravigliose, vedi il Mosè. In pratica, spingere il proprio compagno o compagna a raggiungere obiettivi sempre più importanti e spronarlo a migliorarsi per arrivare a quello che lui/lei vuole davvero essere è una mano santa in campo sentimentale. Può capitare, infatti, che ci sia molta differenza tra quello che il partner vorrebbe essere e la realtà, ed aiutarlo ad arrivare all’ideale di persona che si è prefissato di essere non può far altro che renderlo una persona appagata e soddisfatta, sentimenti che investiranno tutti gli aspetti della sua vita, compreso quello amoroso. Viene da sé come poi la relazione con la persona artefice di tutto questo sia considerata seria e duratura, perché nell’altro si riconosce il sostegno psicologico più importante della vita, quello della persona amata. Così come Michelangelo intuì che nascosto in un blocco di marmo c’era nientedimeno che Mosè (il simbolo della perfezione), così tutti quelli che hanno una relazione dovrebbero sforzarsi a scovare quello che di meglio nasconde il partner per mostralo al mondo, “scolpendo via” difetti e imperfezioni, sempre che ci sia davvero qualcosa da tirar fuori.

Ma c’era davvero bisogno di uno studio scientifico per dimostrare qualcosa che già sapevano tutti gli innamorati? Quando si ama, viene naturale volere il bene dell’altro, il che implica sostenerlo sempre nei suoi obiettivi e nelle sue scelte. Probabilmente, in un’epoca in cui tutti cercano una formula matematica specifica che li aiuti a ricucire rapporti o anche semplicemente ad instaurarli, un processo mentale così ovvio sembra addirittura sensazionale. 

Per saperne di più:
Amore, Psicologia della coppia

Password sharing: ecco come ti dimostro che ti amo

Password sharing
© Thinkstock

Letterine con cuoricini rossi, bigliettini “top secret” scambiati durante le lezioni e dediche incise in tutti i luoghi possibili e immaginabili: una volta l’amore si dimostrava con piccoli gesti, tanto teneri quanto semplici. Nell’era di internet, in cui le distanze si accorciano e i rapporti sociali mutano seguendo le regole del web, dimostrarsi amore reciproco assume forme bizzarre. Per dirne una: scambiarsi le parole d’ordine e le credenziali degli account personali e lasciare che il partner acceda liberamente a Facebook, Twitter, posta elettronica e chi più ne ha più ne metta è una moda che si sta diffondendo sempre di più tra i giovani. Rivelare le propria password è divenuto il nuovo pegno d’amore del XXI secolo e l’intramontabile triade anello/cassetto in comune/ti presento i miei rischia di soccombere alla tecnologia. Quella che un tempo veniva preservata con le unghie e con i denti, la cara vecchia privacy, lascia il posto alla condivisione-a-tutti-i-costi fatta da coppie di persone che, insicure fino all’inverosimile, si sentono di poter controllare la fedeltà del partner con un click. Ma che conseguenze può avere questo comportamento? Il New York Times ha lanciato l’allarme qualche tempo fa, affermando che scambiarsi così facilmente identità e dati personali la dice lunga sul modo di vivere l’intimità nel terzo millennio, senza contare i rischi cui si va incontro. Un ex tradito o semplicemente lasciato può decidere di vendicarsi in molti modi una volta che viene a conoscenza di password e affini, ferendo e screditando colui che è causa del suo di dolore (a livello morale, etico e, perché no, professionale). Un adolescente su tre si è scambiato la password con il/la fidanzatino/a di turno e dichiara di averlo fatto per dimostrare che quello che prova è “vero amore”. La stessa password è poi motivo di rottura per molti, perché cambiarla senza mettere al corrente l’altro ormai è peggio di un tradimento. Rosalind Wiseman, educatrice ed esperta di relazioni tra adolescenti e tecnologie, assimila il password sharing al sesso, a riprova di quanto possa essere intima una pratica del genere. Attenzioni quindi a non sottovalutare la portata del fenomeno, che rischia di far perdere di vista la propria unicità.

Da quando condividere la propria identità col partner è la chiave di una relazione duratura? Tirate fuori i nomi… o le password!

Per saperne di più:
Seduzione

Apre a Vienna la prima scuola che insegna a fare sesso

Nella vita, si sa, non si finisce mai di imparare. Deve aver pensato proprio questo Ylva-Maria Thompson che, in una fredda giornata viennese, ha deciso di metter su una scuola che insegni ad essere degli amanti modello, l’International Sex School. La domanda nasce spontanea: sono previste delle lezioni pratiche oltre a quelle teoriche? Certo che sì. Per la modica cifra di 1650 euro si può accedere al corso “completo”: dopo una lunga giornata chini sui libri e impegnati ad ascoltare gli insegnanti in classe, la sera si può anche metter in pratica quello che si è studiato, ripassando le lezioni. La struttura è simile a quella di un college: dormitori (misti) per gli alunni, che non sono costretti a fare i pendolari tutti i giorni per arrivare in orario, e dimostrazioni pratiche. Inutile dire che l’idea ha sollevato molte polemiche: la preside Thompson, scultrice e imprenditrice svedese, ha scelto l’Austria probabilmente perché il sesso libero è assolutamente legale e gli oppositori non riusciranno a far chiudere i battenti alla scuola molto facilmente. In effetti, quello che viene venduto è semplice sesso, seppur ben camuffato, ma non si può negare che l’intenzione sia buona: l’argomento è uno di quelli su cui la gente ha più dubbi ma molti hanno accusato la preside di istigamento alla prostituzione. Magari se non ci fossero dimostrazioni pratiche o se venissero fatte col proprio partner (stringendo la cerchia degli iscritti alle sole coppie) il primo college di sessualità applicata non sarebbe visto come un luogo di perdizione. Nonostante le critiche, la portavoce della struttura, Melodi Kirsch, è convinta che la scuola avrà molto successo. Come darle torto.

A questo punto, non resta che aspettare la prima cerimonia dei diplomi. Chissà cosa organizzeranno per l’occasione.

Spot shock per la prevenzione del cancro ai testicoli

A volte hard e salute possono andare a braccetto... soprattutto quando entrambi si concentrano sulla medesima zona: le cosiddette "parti basse".
E' infatti di poche settimane fa il video inglese nel quale la top model Rhian Sugden provoca e si spoglia davanti alla telecamera per una campagna sulla prevenzione del cancro al testicolo. Estremamente sexy, questa campagna del fotografo di moda Ranking può scioccare le persone sensibili, ma è al contempo molto efficace: in fondo è quello che conta, no?
Alcune semplici regole per l'autopalpazione dei testicoli:
1. Porsi di fronte a uno specchio e verificare che non vi siano rigonfiamenti sullo scroto.
2. Esaminare ogni testicolo con entrambe le mani, mettendo indice e medio nella zona inferiore e pollice in quella superiore. Eseguire un movimento rotatorio delicato (non bisogna sentire alcun dolore) e non allarmarsi se un testicolo sembra un po’ più grosso dell’altro: è del tutto normale.
3. Trovare l’epididimo (la struttura tubulare che si trova dietro al testicolo e che trasporta lo sperma e che a un occhio inesperto potrebbe essere scambiato per una massa sospetta): nell’epididimo non si formano tumori, quindi non preoccuparsi se si trovano piccole passerelle.
4. Se invece le formazioni sono nella parte posteriore o in quella anteriore del testicolo, chiedere subito parere al medico. L’anomalia può essere dovuta a un’infezione, ma non si sa mai.
5. Ricordarsi che tutte le masse che possono muoversi liberamente all’interno del testicolo non sono di origine maligna.

Ecco qui il video di cui vi parliamo: attenzione, meglio non guardarlo se ci sono bambini nei paraggi!

Baciare una cannuccia

Inutile negare, il semplice fatto che stiate leggendo questo blog significa che sapete accendere il computer, digitare l'URL attraverso la tastiera e navigare su internet, un minimo.
Inutile negare, che abbiate provato o meno non dubito che abbiate sentito parlare dei siti di incontri tipo Me*tic e compagnia.
Inutile negare, lo sappiamo tutti che chattare con possibili partner (uomini e donne) fisicamente distanti da noi provoca emozioni e desideri frustrati dall'incorporeità delle relazioni via internet.
Se siete delle habituées della cosa, quante volte vi è successo di baciare languidamente lo schermo del computer, prendendovi la scossa al naso e lasciando tracce di saliva sul computer? Inutile negare, tanto vi vedo.
Ebbene, un ricercatore giapponese ha inventato un nuovo "aggeggio", che collegandosi via usb al computer permette, dice lui, di baciarsi.
Ecco qui l'"aggeggio" in questione:

 

 

Non so se vedete il lato "sexy" della cosa... io giro con la lingua la cannuccia da una parte (diciamocelo, è una cannuccia) e la cannuccia corrispondente, quella del nostro partner, gira nello stesso senso. Urca.
Ma vi pare che un chirurgo possa fare un'operazione di microchirurgia attraverso un computer da un continente all'altro, che Obama possa firmare un documento a decine di migliaia di chilometri dalla Casa Bianca, e che quando parliamo di un normalissimo bacio (con o senza lingua) non riusciamo a fare di meglio che leccare una cannuccia?

L'origine genetica dell'infedeltà

L'origine genetica dell'infedeltà
© Thinkstock

Alcune settimane fa è uscita la notizia che una nuova allergia sarebbe stata scoperta e che ne soffrirebbe il 20% della popolazione: l'allergia alla postura eretta. A casa mia, si chiama avere il posteriore pesante, ma tanté. Allergia sia, anche se rimango convinta che "l'inventore" di tale patologia ne soffra in maniera estremamente grave.
Oggi, invece, ci capita tra capo e collo una ricerca americana che dimostra l'origine genetica dell'infedeltà. Infatti, pare, le analisi del DNA di 181 studenti (sempre americani) hanno dimostrato che i portatori dell'allele 7R+ del gene DRD4 tendevano a tradire il o la partner il doppio delle volte rispetto ai portatori dell'allele 7R-. L'origine genetica del comportamento "farfallone" condanna quindi obbligatoriamente all'infedeltà? Sarebbe un'ottima scusa per giustificare le scappatelle extraconiugali!
Sfortunatamente per i portatori dell'allele, la variante del gene 7R+ - oltre ad implicare altri comportamente "a rischio" come l'alcolismo, le dipendenza, la tendenza a giocare in borsa, l'impulsività - implica sì una predisposizione supplementare all'infedeltà, ma non controlla né il nostro comportamento né la morale che può inibirne gli effetti. Inutile quindi sfoderare l'argomento genetico quando il o la consorte vi avrà beccati in flagrante!

Divorziamo?

Divorziamo?
© Thinkstock

Forse sono un pochino in ritardo, ma ho letto pochi minuti fa una notizia "del terzo tipo".
Possiedo come ormai tanti un iphone e, ogni volta che do' un'occhiata alle ultime applicazioni, rimango allibita dalla quantità di invenzioni senza capo né coda o al contrario assolutamente geniali presenti sull'App Store.
Ed ecco che stamattina leggendo il giornale, scopro che in Inghilterra (questi inglesi, ne sanno una più del diavolo) è stata lanciata un'applicazione che si chiama "Divorce?" il cui scopo è permettere agli iphone dipendenti di informarsi sulle procedure e le conseguenze di un divorzio per decidere se ne vale la pena o meno.
Ma io dico, ma è veramente possible che una persona si svegli una mattina e si chieda "Toh, e se divorziassi? Aspetta che chiedo al mio iphone cosa devo fare..."? A cosa potrà mai servire un'applicazione del genere?
Amiche Iphone-addict, aspetto le vostre risposte!

Lui, lei e l'arte delle piccole bugie

Lui, lei e l'arte delle piccole bugie
© Thinkstock

Ho "beccato" di recente il mio lui a fumare: era quasi un anno che aveva (a suo dire) smesso. Dopo una piccola ramanzina sui danni del fumo, gli ho spiegato che quello che mi dava più fastidio, era che avesse sentito il bisogno di mentirmi spudoratamente (gli avevo più volte chiesto se non avesse ricominciato, accusa alla quale aveva risposto con un'espressione inorridita alla "come puoi dubitare di me?!"), quando in realtà non lo avevo mai costretto a smettere. So che il fumo fa male ma so anche che siamo tutti esseri umani e che, come dice Forrest Gump, "shit happens". Promesse, croci sul cuore, giurin-giurello-non-ti-mento-mai-più hanno risolto la situazione.
Però, ieri, l'ho ribeccato a puzzare di fumo, gli ho chiesto se avesse fumato (no no, linguacce biforcute, nemmeno in tono polemico, solo una domanda per sapere, nessuna critica sottintesa) e mi ha giurato, spergiurato che no no, fumato non aveva. Vado in bagno e trovo il mozzicone di sigaretta che galleggia nel water.
A parte l'atto mancato palese, la certezza che non soffra di nessuna forma lieve di Alzheimer mi spinge a porgermi una domanda: cosa gli è sfuggito nel discorso "non è il fumo che mi dà fastidio, ma il fatto di mentire"?
Il mio è un esempio ma situazioni come questa le viviamo o abbiamo vissute tutte, uomini con una certa capacità cerebrale si mettono di colpo a comportarsi con l'intelligenza di un pitone dopo pranzo.
Uomini (e donne astute), chi mi spiega cosa vi passa per la testa?

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