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Lei, lui, Michelangelo e la relazione perfetta

Lei, lui, Michelangelo e la relazione perfetta
© Thinkstock


Gli psicologi lo chiamano effetto Michelangelo e dà l’idea di essere una sindrome che colpisce pittori o scultori. In realtà il celebre artista è stato scomodato per tutt’altro: l’effetto Michelangelo indica nientedimeno che la ricetta della relazione perfetta, la formula per far durare l’unione di una coppia per tutta la vita. Sono stati i ricercatori statunitensi del Weinberg College of Art and Science della Northwestern University di Evanston a dar vita a questa teoria, analizzando le analogie tra il comportamento da tenere in una coppia e il processo per cui Michelangelo riusciva a tirar fuori da un blocco di marmo sculture meravigliose, vedi il Mosè. In pratica, spingere il proprio compagno o compagna a raggiungere obiettivi sempre più importanti e spronarlo a migliorarsi per arrivare a quello che lui/lei vuole davvero essere è una mano santa in campo sentimentale. Può capitare, infatti, che ci sia molta differenza tra quello che il partner vorrebbe essere e la realtà, ed aiutarlo ad arrivare all’ideale di persona che si è prefissato di essere non può far altro che renderlo una persona appagata e soddisfatta, sentimenti che investiranno tutti gli aspetti della sua vita, compreso quello amoroso. Viene da sé come poi la relazione con la persona artefice di tutto questo sia considerata seria e duratura, perché nell’altro si riconosce il sostegno psicologico più importante della vita, quello della persona amata. Così come Michelangelo intuì che nascosto in un blocco di marmo c’era nientedimeno che Mosè (il simbolo della perfezione), così tutti quelli che hanno una relazione dovrebbero sforzarsi a scovare quello che di meglio nasconde il partner per mostralo al mondo, “scolpendo via” difetti e imperfezioni, sempre che ci sia davvero qualcosa da tirar fuori.

Ma c’era davvero bisogno di uno studio scientifico per dimostrare qualcosa che già sapevano tutti gli innamorati? Quando si ama, viene naturale volere il bene dell’altro, il che implica sostenerlo sempre nei suoi obiettivi e nelle sue scelte. Probabilmente, in un’epoca in cui tutti cercano una formula matematica specifica che li aiuti a ricucire rapporti o anche semplicemente ad instaurarli, un processo mentale così ovvio sembra addirittura sensazionale. 

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