Il blog coppia & sessualità

L'origine genetica dell'infedeltà

L'origine genetica dell'infedeltà
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Alcune settimane fa è uscita la notizia che una nuova allergia sarebbe stata scoperta e che ne soffrirebbe il 20% della popolazione: l'allergia alla postura eretta. A casa mia, si chiama avere il posteriore pesante, ma tanté. Allergia sia, anche se rimango convinta che "l'inventore" di tale patologia ne soffra in maniera estremamente grave.
Oggi, invece, ci capita tra capo e collo una ricerca americana che dimostra l'origine genetica dell'infedeltà. Infatti, pare, le analisi del DNA di 181 studenti (sempre americani) hanno dimostrato che i portatori dell'allele 7R+ del gene DRD4 tendevano a tradire il o la partner il doppio delle volte rispetto ai portatori dell'allele 7R-. L'origine genetica del comportamento "farfallone" condanna quindi obbligatoriamente all'infedeltà? Sarebbe un'ottima scusa per giustificare le scappatelle extraconiugali!
Sfortunatamente per i portatori dell'allele, la variante del gene 7R+ - oltre ad implicare altri comportamente "a rischio" come l'alcolismo, le dipendenza, la tendenza a giocare in borsa, l'impulsività - implica sì una predisposizione supplementare all'infedeltà, ma non controlla né il nostro comportamento né la morale che può inibirne gli effetti. Inutile quindi sfoderare l'argomento genetico quando il o la consorte vi avrà beccati in flagrante!

 
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Divorziamo?

Divorziamo?
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Forse sono un pochino in ritardo, ma ho letto pochi minuti fa una notizia "del terzo tipo".
Possiedo come ormai tanti un iphone e, ogni volta che do' un'occhiata alle ultime applicazioni, rimango allibita dalla quantità di invenzioni senza capo né coda o al contrario assolutamente geniali presenti sull'App Store.
Ed ecco che stamattina leggendo il giornale, scopro che in Inghilterra (questi inglesi, ne sanno una più del diavolo) è stata lanciata un'applicazione che si chiama "Divorce?" il cui scopo è permettere agli iphone dipendenti di informarsi sulle procedure e le conseguenze di un divorzio per decidere se ne vale la pena o meno.
Ma io dico, ma è veramente possible che una persona si svegli una mattina e si chieda "Toh, e se divorziassi? Aspetta che chiedo al mio iphone cosa devo fare..."? A cosa potrà mai servire un'applicazione del genere?
Amiche Iphone-addict, aspetto le vostre risposte!

 
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Lui, lei e l'arte delle piccole bugie

Lui, lei e l'arte delle piccole bugie
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Ho "beccato" di recente il mio lui a fumare: era quasi un anno che aveva (a suo dire) smesso. Dopo una piccola ramanzina sui danni del fumo, gli ho spiegato che quello che mi dava più fastidio, era che avesse sentito il bisogno di mentirmi spudoratamente (gli avevo più volte chiesto se non avesse ricominciato, accusa alla quale aveva risposto con un'espressione inorridita alla "come puoi dubitare di me?!"), quando in realtà non lo avevo mai costretto a smettere. So che il fumo fa male ma so anche che siamo tutti esseri umani e che, come dice Forrest Gump, "shit happens". Promesse, croci sul cuore, giurin-giurello-non-ti-mento-mai-più hanno risolto la situazione.
Però, ieri, l'ho ribeccato a puzzare di fumo, gli ho chiesto se avesse fumato (no no, linguacce biforcute, nemmeno in tono polemico, solo una domanda per sapere, nessuna critica sottintesa) e mi ha giurato, spergiurato che no no, fumato non aveva. Vado in bagno e trovo il mozzicone di sigaretta che galleggia nel water.
A parte l'atto mancato palese, la certezza che non soffra di nessuna forma lieve di Alzheimer mi spinge a porgermi una domanda: cosa gli è sfuggito nel discorso "non è il fumo che mi dà fastidio, ma il fatto di mentire"?
Il mio è un esempio ma situazioni come questa le viviamo o abbiamo vissute tutte, uomini con una certa capacità cerebrale si mettono di colpo a comportarsi con l'intelligenza di un pitone dopo pranzo.
Uomini (e donne astute), chi mi spiega cosa vi passa per la testa?

 
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E fu così che l'uomo divenne un tampax

E fu così che l'uomo divenne un tampax
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Le donne hanno bisogno di un orecchio attento e amorevole che ascolti le loro disavventure, si sa.
Generalmente, è il ruolo delle amiche. Ma, a volte, è possibile unire l'utile al dilettevole tenendo a portata di mano un uomo, magari un ex, che saprà aiutarle meglio in caso di problemi con il sesso forte. E chi meglio di un uomo può spiegare le azioni di un altro uomo?

Questo amico disponibile giorno e notte, 24 ore su 24 e anche durante il week end, funge da "tampax emotivo" per la donna, un orecchio attento nel quale scaricare tristezze, frustrazioni, rabbia e pianti. Generalmente, l'"amico" è innamorato della donna di cui sopra. Soffrire è quindi il suo destino, che affronterà stoicamente, come in una tragedia greca, o in Beautiful.

Per smettere di essere un "tampax emotivo" bisogna prima di tutto accorgersi di esserlo: ecco alcuni dei segni più evidenti di questa condizione poco invidiabile.

  • La tua amica ti chiama soprattutto dopo le due del mattino, quando non sta bene, o quando ha bisogno di qualcuno che l'accompagni a casa.
  • Ti dice costantemente frasi come "Tu sì che sai ascoltare le persone" oppure "Posso raccontarti tutto" e pensi che questo significhi che si interessa a te.
  • La maggior parte delle persone che ti circondano sono impegnate da un punto di vista sentimentale. Tu sei sentimentalmente più disponibile.
  • Pensi "Possiamo parlarne?" ma dici: "Per favore, non mi lasciare, ti amerò per sempre".
  • La tua ex ti chiama per parlarti del suo nuovo ragazzo e a te pare che stia cercando una scusa per rimettersi con te.
  • Ti tratta come uno zerbino ma ha dei piedini così leggeri che preferisci non muoverti.
  • Le fai la spesa e le acquisti i prodotti per l'igiene intima, le pulisci casa e cambi la lettiera del gatto.
  • Ti dice "E' finita" e tu pensi che voglia dire "Ci vediamo domani"
 
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Sei stato mollato? Che male!

Sei stato mollato? Che male!
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Le amiche non ne possono più di sentirti ripetere la stessa cosa: "Sto male, sto male, sto male"...
Gli amici continuano a versare birra e riviste porno sulla ferita ancora aperta senza riuscire a chiuderla...
"Passerà!", dicono.
Chi di noi non è mai stato mollato?
La sofferenza della persona che è stata lasciata è solida, tangibile, visibile, palpabile. Ma non era ancora scientificamente provata! Per la serie "abbiamo scoperto l'acqua calda", ci arriva fresco fresco dagli States uno studio che dimostra che, quando si viene lasciati, si soffre davvero!
Condotta da ricercatori della Columbia University e pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences, infatti, questa ricerca ha dimostrato che le aree del cervello che si accendono quando si viene abbandonati dalla persona amata sono le stesse di quando si afferra una tazza di caffé bollente.
E qui sta, secondo me, la vera scoperta. Sì perché, direte voi, una tazza scotta ma il dolore dura una frazione di secondo e poi passa tutto. L'ho pensato anche io e non capivo come fosse possibile, visto che mi ricordo bene dell'ultima volta che sono stata mollata. E anche dell'ultima volta che ho preso in mano una tazza bollente.
In realtà, passa tutto perché il cervello manda un impulso nervoso alla mano che, aprendosi, molla la tazza.
Invece, una delusione d'amore dura settimane, a volte mesi (e, se proprio siete sfortunati, anni).
Credo quindi che questi benedetti ricercatori abbiano dato una definizione giusta: la sofferenza dell'essere lasciati è come tenere una tazza bollente in mano per settimane.
Confermo, fa proprio male.

Per saperne di più:
Bisticci e litigi
 
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Non c'è pene senza spine

Non c'è pene senza spine
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Quelli di Doctissimo hanno bevuto un bicchierino di troppo, direte voi. Ebbene no, avete letto bene, la parola pene e la parola spine nella stessa frase possono sussistere.

Spiegazioni: in origine, l'uomo aveva il pene spinoso. Come lo scimpanzé, delle microspine di cheratina crescevano sul membro maschile e servivano a "grattare via" lo sperma lasciato da altri maschi, per aumentare le probabilità di riprodurre il proprio patrimonio genetico. Fino ad oggi, si pensava che fosse stata la monogamia a rendere superflua la presenza di queste spine, invece alcuni ricercatori hanno scoperto di recente che è stata la perdita di una sequenza genica a farle scomparire. Hanno quindi provato a inserire questa stessa sequenza nel DNA di alcuni embrioni topi e, sorpresa, questi hanno sviluppato un pene spinoso proprio come i nostri antenati.

Ho sentito un moto di empatia per le povere topoline confrontate alla nuova generazione di topi trasgenici e non ho potuto fare a meno di chiedermi: ma cosa succederebbe se, nell'uomo, le spine rispuntassero? Preservativi bucati, gravidanze indesiderate, MST? E soprattutto... che male!
Per fortuna pare che la caduta delle squame di cheratina abbia intensificato il piacere provato dall'uomo durante l'atto sessuale, aumentato la durata del coito e fatto quindi un gran favore a tutti. A nessuno scienziato dovrebbe di conseguenza venir voglia di rispolverare il pene spinoso.

Che sia stata la monogamia o un'anomalia genica a provocare la perdita delle spine, credo che tutte le lettrici di questo blog abbiano reagito allo stesso modo: tirando un gran sospirone di sollievo.

 
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A cosa pensano gli uomini a parte il sesso?

La settimana scorsa parlavamo di cliché... vi ricordate il film "What women want", con Mel Gibson e Helen Hunt? Accetto solo risposte positive, com'è POSSIBILE che non l'abbiate visto?
Velocemente, è la storia di un macho bello e ricco che, dopo aver preso la scossa cadendo con il phon nella vasca da bagno, comincia a sentire cosa pensano le donne, e si rende conto di quanto siamo complicate, profonde, intelligenti (e modeste).
Ecco, di recente uno psicologo inglese ha deciso di confermare la teoria secondo la quale - diversamente da noi - gli uomini hanno un'unica cosa in mente: il sesso. Sheridan Simove, così si chiama quest'uomo geniale, è riuscito a guadagnare una belle sommetta e a svelare una "verità universale" con il suo ultimo libro, What Every Man Thinks About Apart From Sex (Cosa pensano gli uomini oltre al sesso). Le vendite del prezioso manoscritto hanno superato quelle del Codice Da Vinci di Dan Brown.
Ma quale segreto conterranno le oltre duecento pagine del libro di Simove? Ebbene... nulla.
Sheridan Simove è riuscito a vendere un bestseller pieno di pagine bianche.
Guardate un po':

 

La cosa più interessante è che il libro in questione è diventato un must tra gli studenti britannici, che l'utilizzano per prendere appunti durante le lezioni. Gli studenti smentiscono quindi in un certo senso il cliché implicito... tranne forse se assistono alle famose lezioni di sesso di cui parlavamo la settimana scorsa.

 
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Il fantasma dell'ex

Il fantasma dell'ex
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Alcuni giorni fa parlavo con un'amica. Sono pochi mesi che esce con un ragazzo ed è giunto, puntuale, inevitabile, il momento della prima litigata... sì, dai, quella dove ti pare che il mondo stia per crollare: dopo mesi di fusione totale, il momento in cui si presenta il primo disaccordo è difficile per tutti.
E puntuale è giunto anche il commento: "XXX (nome dell'ex) non faceva così, non sarebbe mai stato tanto crudele/insensibile/quantaltro."
Voi XXX non lo conoscente, ma io sì.
E XXX sarebbe stato esattamente - se non più - tanto crudele/insensibile/quantaltro quanto l'attuale fidanzato.

Ieri sera una collega ha litigato col marito: stamattina in ufficio mi ha detto "sapessi, ho sognato YYY stanotte, facevamo roba da chiodi!".
Voi YYY non lo conoscete, ma io sì.
E mi ricordo che la mia collega quando stava con lui si lamentava di avere la vita sessuale dell'ultimo esponente di una specie in via d'estinzione.

Il che mi ha portato a riflettere sul fantasma dell'ex, quello che aleggia intorno al nostro letto quando litighiamo col fidanzato, l'ex perfetto, che portava le borse della spesa, che ci invitava fuori a cena, che ci offriva almeno un mazzo di fiori al giorno, insomma, l'ex che è esistito solo nei nostri sogni. Bambolone gonfiabile o Ken dal capello plastico, ciascuna di noi ha un "ex" che non è mai sembrato tanto perfetto come da quando l'abbiamo mollato.
E voi, avete un ex fantasma nel cassetto?

 
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Lezioni di sesso dall'america

Lezioni di sesso dall'america
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Forse ne avrete sentito parlare, ha fatto scandalo un paio di settimane fa la lezione che un professore americano ha tenuto davanti a un centinaio di studenti.
Come corso opzionale supplementare, il docente di psicologia della Northwestern University di Chicago, John Bailey, propone delle lezioni sulla sessualità: il 21 febbraio il tema della discussione era "l'eccitazione sessuale femminile". In pratica, i segreti dell'orgasmo femminile.
Solo che, oltre alla spiegazione teorica, il conferenziere ha improvvisato una dimostrazione pratica, grazie a un sex toy e a una coppia di volontari.
La lezione ha scatenato le polemiche nella puritana America, ma diciamocelo: la libertina Europa avrebbe tollerato una lezione di questo tipo? O anche solo un corso sulla sessualità pratica? Nel nostro paese, l'educazione sessuale si limita a una teoria grazie alla quale i nostri ragazzi sanno che lo spermatozoo feconda l'ovulo e che per non ammalarsi bisogna mettere il preservativo. Ma, in pratica, chi risponde alle domande sulla sessualità dei giovani?

Per saperne di più:
Piacere e desiderio
 
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Luogo comune n° 7: la passione non scompare mai

Luogo comune n° 7: la passione non scompare mai
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VERISSIMO - Lo sappiamo tutte! Cosa c'è di più eccitante di una ruzzolata sotto le coperte dopo una serata a occuparsi dei bambini, a preparare il minestrone e le pappe per il piccolo, a guardare il TG e a parlare con il marito dell'acquisto di una nuova lavatrice?
La revisione della caldaia ci scatena la libido, il pranzo domenicale aumenta i bollori, la panzotta del marito che sporge sotto la canottiera è la visione più erotica mai vista negli ultimi anni.


PS. Nel caso vi fosse sorto un dubbio, a Doctissimo piace l'ironia... La passione diminuisce con gli anni, sostituita da una diversa forma di amore. Nonostante tutto, il sesso rimane importante nella coppia: cercate di ritagliarvi dei momenti di intimità per risvegliare l'antica passione, farà bene a entrambi, parola di Doctissimo.

 
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