Password sharing: ecco come ti dimostro che ti amo
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Letterine con cuoricini rossi, bigliettini “top secret” scambiati durante le lezioni e dediche incise in tutti i luoghi possibili e immaginabili: una volta l’amore si dimostrava con piccoli gesti, tanto teneri quanto semplici. Nell’era di internet, in cui le distanze si accorciano e i rapporti sociali mutano seguendo le regole del web, dimostrarsi amore reciproco assume forme bizzarre. Per dirne una: scambiarsi le parole d’ordine e le credenziali degli account personali e lasciare che il partner acceda liberamente a Facebook, Twitter, posta elettronica e chi più ne ha più ne metta è una moda che si sta diffondendo sempre di più tra i giovani. Rivelare le propria password è divenuto il nuovo pegno d’amore del XXI secolo e l’intramontabile triade anello/cassetto in comune/ti presento i miei rischia di soccombere alla tecnologia. Quella che un tempo veniva preservata con le unghie e con i denti, la cara vecchia privacy, lascia il posto alla condivisione-a-tutti-i-costi fatta da coppie di persone che, insicure fino all’inverosimile, si sentono di poter controllare la fedeltà del partner con un click. Ma che conseguenze può avere questo comportamento? Il New York Times ha lanciato l’allarme qualche tempo fa, affermando che scambiarsi così facilmente identità e dati personali la dice lunga sul modo di vivere l’intimità nel terzo millennio, senza contare i rischi cui si va incontro. Un ex tradito o semplicemente lasciato può decidere di vendicarsi in molti modi una volta che viene a conoscenza di password e affini, ferendo e screditando colui che è causa del suo di dolore (a livello morale, etico e, perché no, professionale). Un adolescente su tre si è scambiato la password con il/la fidanzatino/a di turno e dichiara di averlo fatto per dimostrare che quello che prova è “vero amore”. La stessa password è poi motivo di rottura per molti, perché cambiarla senza mettere al corrente l’altro ormai è peggio di un tradimento. Rosalind Wiseman, educatrice ed esperta di relazioni tra adolescenti e tecnologie, assimila il password sharing al sesso, a riprova di quanto possa essere intima una pratica del genere. Attenzioni quindi a non sottovalutare la portata del fenomeno, che rischia di far perdere di vista la propria unicità.
Da quando condividere la propria identità col partner è la chiave di una relazione duratura? Tirate fuori i nomi… o le password!
Per saperne di più:
non mi sembra una gran bella idea. io personalmente non lo farei MAI...
ma da qui a giudicare, dare per insicuri e addirittura accusare di far così perdere di vista la propria unicità!
Oh, mai un po' di rispetto per il prossimo e gli infiniti modi in cui si può riuscire a trovare equilibrio e felicità in un rapporto?
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