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Disturbi di erezione: un attacco alla virilità?

L'uomo che affronta disturbi di erezione spesso prova imbarazzo e vergogna. Si sente più vulnerabile, meno sicuro di sè, meno “uomo”. Ma soffrire di questo disturbo non significa necessariamente perdere autostima e virilità. Scopri come affrontare al meglio questo problema delicato... Il punto con Doctissimo.

Disturbi di erezione: un attacco alla virilità?
© Getty Images

Per molti uomini, è dall’erezione che passa la virilità, e la sua perdita è vissuta come una vera e propria rimessa in questione della propria "mascolinità".

In che modo i disturbi di erezione influiscono sull’autostima?

Mentre l’erezione simboleggia per loro la potenza e il successo, in modo quasi inconscio, la sua assenza diventa sinonimo di sconfitta, di perdita di fiducia in se stesso e di blocco. “L'uomo che non conosce il disturbo erettile non si rende conto che va tutto bene” spiega Sylvain Mimoun, gynecologo, andrologo e psicosomatico*. “Ma quando c’è una disfunzione, avrà la tendenza a bloccarsi, a ritrovarsi inibito anche nella sua vita quotidiana. Sul piano professionale, non oserà più domandare una promozione, e sul piano della relazione di coppia si sentirà indebolito, e diventerà perfino aggressivo perché si sente a disagio “.

L’erezione sarebbe allora un’alleata essenziale per l'uomo che vuol essere sicuro di sè, un dato confermato da test effettuati per gli induttori di erezione: un uomo che "ritrova" le sue erezioni sarebbe un uomo più fiducioso in se stesso, più a suo agio con la partner e in grado di comunicare efficacemente con lei.

Come ritrovare la fiducia in se stessi quando si soffre di ansia di insuccesso?

I farmaci induttori d'erezione (Cialis®, Viagra®, Levitra®…), se assunti sotto controllo medico, permettono di ristabilire la fiducia in se stessi. Come spiega Sylvain Mimoun, “un uomo per funzionare ha bisogno di essere prima rassicurato, poi stimolato. Per rassicurarsi, può affidarsi ad un trattamento farmacologico che gestirà da sè, senza aspettare che la sua partner gli dica di prendere la compressa, e questo per ritrovare la sua virilità. In seguito, potrà prendere il farmaco in modo continuo, poi diminuire le dosi, e si sentirà sempre più fiducioso fino a funzionare di nuovo in modo naturale”.

In tutti i casi, è bene sapere che un problema di erezione diventa cronico quando dura più di sei mesi, indipendentemente dai mezzi (giochi, stimolazioni) e dalle circostanze (vita quotidiana, routine). È allora necessario cercare un aiuto, che sia farmacologico o psicologico, per non rischiare di chiudersi in un circolo vizioso dal quale sarebbe sempre più difficile uscire. Occorre agire per cambiare le cose.

Quel è il ruolo della partner nella riuscita del trattamento e nel ripristino dell’autostima?

Per Sylvain Mimoun, “una delle grandi difficoltà del problema è che gli uomini e le donne non reagiscono allo stesso modo. Per l'uomo, la preoccupazione principale è funzionare, e poi che la partner sia soddisfatta. Ciò che invece preoccupa maggiormente le donne è di non essere desiderate dal proprio partner. Ma, attenzione, erezione non significa necessariamente desiderio!”.

Come abbiamo visto in precedenza, l’importante per l'uomo, più che essere stimolato, è prima di tutto essere rassicurato, “togliere il freno e poi accelerare “, secondo l'espressione preferita del Dott. Mimoun. Si tratterà dunque per la donna non di consolarlo per la sua perdita di erezione (mostrando così di aver notato la disfunzione erettile del partner e anticipando un rischio di frustrazione per lei, che rischia di ossessionare l'uomo e impedirgli ancora di più di funzionare), ma di mettere l'accento sulla propria eccitazione, poiché è lei la più grande stimolazione per l'uomo: “Se, quando si accorge che l’erezione sta per indebolirsi, lei esagera ciò che prova, l’eccitazione di lui per lei diventa il motore della propria eccitazione” spiega Sylvain Mimoun. “Allora si rimette in gioco per essere nuovamente stimolato e la sua erezione smette di abbassarsi, anzi, riprende. E se questo rapporto non diventa un rapporto “a livello massimo “, potrà transformarsi in un relativo insuccesso che preparerà una riuscita per la volta successiva, senza apprensione”.

In tutti i casi, conviene ricordarsi che i disturbi di erezione sono frequenti e non interessano solo gli uomini anziani o malati. Sarebbe un peccato non parlarne e aspettare che il problema si risolva da sè, perché non è sempre così scontato che sia così. Si tratta di un disturbo diffuso che i medici prendono sul serio e che viene trattato molto bene grazie alle psicoterapie oppure, secondo il caso, ai nuovi farmaci immessi sul mercato in questi ultimi anni.

Aurélie Barthly

Sylvain Mimoun è in particolare il co-autore di “Sexe e sentiments: version femme” (Sesso e sentimenti: versione donna, N.d.T.) e “Sexe e sentiments: version homme” (Sesso e sentimenti: versione uomo, N.d.T.) per le edizioni Albin Michel.

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22/08/2012

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