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Disturbi erettili: la prima visita

Decidere di farsi visitare non è facile per chi è affetto da disturbi erettili. Chi vedere, come affrontare l’argomento e soprattutto cosa aspettarsi da una visita? Doctissimo fa il punto per aiutarti a fare il primo passo. I disturbi di erezione interessano quasi 3 milioni di francesi e un uomo su tre dopo i 40 anni. Tuttavia, la società, l'educazione o i preconcetti fanno della sessualità un argomento ancora tabù. Risultato: la disfunzione erettile rimane un problema poco affrontato dal medico generico.

Disturbi erettili: la prima visita
© Getty Images

Lo svilimento, freno principale alla visita

Spesso, le disfunzioni erettili inducono un sentimento di vergogna che può frenare la prima visita: solo il 22% degli uomini che ha dichiarato di avere un disturbo di erezione chiede il parere del proprio medico generico1.

La formazione di medici e specialisti li porta ad ascoltare e guidare i pazienti, e una visita può essere rassicurante e aiutare a distinguere il fantasma della prestazione sessuale dalla disfunzione erettile vera e propria.

Disturbi di erezione, chi consultare

Il medico generico è il primo interlocutore. Dal 2005, l'Association Inter-Hospitalo Universitaire de Sexologie (AIHUS) ha messo a punto una serie di raccomandazioni sui disturbi erettili per i medici generici2. Oggi, questi ultimi sono sempre meglio informati sui trattamenti adatti (oltre l’85% degli induttori di erezione viene prescritto da medici generici).

Se tuttavia il medico generico non è abilitato a curare una disfunzione erettile, egli può comunque inviare il paziente da uno specialista: sessuologo, psicologo o urologo.

La prima visita in pratica

La prima visita permette di valutare la gravità del problema erettile, di individuarne le cause fisiologiche e/o psicologiche e di considerare le soluzioni adatte. È possibile andare da soli a questa visita ma è importante che la partner venga presto coinvolta: il suo consiglio e il suo sostegno sono essenziali al successo del trattamento.

La visita inizia generalmente con delle domande sulla vita sessuale della persona (la qualità della sua vita affettiva e familiare, l’inizio del disturbo…), il suo stato di salute (stanchezza cronica, diabete, pressione arteriosa, disturbi del sonno…), le sue cure e le sue abitudini di consumo (tabacco, alcool, droga…).

La seconda tappa è l'esame clinico, durante il quale il medico generico osserva il pene e i testicoli, cerca un’eventuale deformazione del pene (malattia della Peyronnie), misura la pressione e il polso…

In seguito, il medico può prescrivere un farmaco induttore di erezione o degli esami complementari.

Disfunzione erettile, esami complementari

I disturbi erettili possono essere i primi sintomi di patologie più gravi: problemi cardiaci, vascolari, neurologici, depressione… Secondo il quadro clinico, il generico allora dirigerà il paziente verso uno specialista: cardiologo, urologo, endocrinologo o diabetologo, neurologo, psichiatra o anche un sessuologo.

In tutti i casi, esistono soluzioni per curare le disfunzioni erettili. Non farsi visitare significa correre il rischio di isolarsi e non rilevare eventuali patologie associate. Non esitare più a parlarne!

Delphine Tordjman, 11 maggio 2009

1 - Prog Urol. 2003 Feb;13(1):85-91
2 -Raccomandazioni ai medici generici per la presa in cura di prima intenzione della disfunzione erettile - 31 agosto 2005

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22/08/2012

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