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La disfunzione erettile
 
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L'impotenza psicologica

La disfunzione erettile è una realtà con la quale non pochi uomini sono costretti a convivere. Se è vero che la prima cosa da fare è escludere col proprio medico le cause fisiche alla base del problema, spesso l’iter diagnostico porta in una sola direzione: la causa della disfunzione erettile è psicologica. Non sempre però la notizia di esser sani come un pesce è positiva, perché iniziare a lavorare sulla propria mente per risolvere il problema può risultare un percorso in salita e pieno di ostacoli. Scopri con Doctissimo la terapia migliore per la disfunzione erettile e a quale specialista rivolgersi.

L'impotenza psicologica
© Getty Images

Impotenza fisica o psicologica?

Il primo passo importante è essere certi che la disfunzione erettile abbia solo cause psicologiche. Qualche indizio lo si può raccogliere già da soli prima di parlarne col medico: la presenza delle erezioni notturne e mattutine, nonché la capacità di mantenere l’erezione durante la masturbazione sono sintomi che fanno pensare a una causa psicologica alla base della disfunzione. È bene comunque escludere le cause fisiche parlandone col proprio dottore. Gli strumenti per arrivare alla diagnosi sono diversi, dagli esami del sangue, per controllare i livelli di colesterolo e diabete, ma anche i valori ormonali, all’ecodoppler al pene per verificare la circolazione del sangue al suo interno. Il test alla papaverina, invece, consiste nell’iniettare nel pene proprio questa sostanza, la papaverina, un potente vasodilatatore e verificarne la reazione. Solo una volta certi di essere sani e che non si stiano prendendo medicine, come gli antidepressivi, che inibiscono l’erezione, ci si può rivolgere alla psicoterapeuta.

L’ansia nell’impotenza psicologica

Spesso, soprattutto nei più giovani, la disfunzione erettile è provocata dall’ansia da prestazione. Famosa quella sessuale, in realtà spesso lo stato ansiogeno si estende anche ad altri banchi di prova nella vita della persona, come un esame universitario o un colloquio di lavoro. Lo stereotipo dell’uomo potente e sicuro di sé che i media propinano, non fa che accrescere la sensazione di inadeguatezza e l’ansia di non essere all’altezza del soggetto. La psicoterapia inizia col far prendere coscienza al paziente delle emozioni negative legate al sesso, cercando di risalire al momento in cui l’ansia prende il sopravvento. Una volta che il soggetto è consapevole delle sue emozioni e del modo in cui nascono, lo psicoterapeuta gli dà gli strumenti per gestire l’ansia e per evitare che questa si autoalimenti in un circolo vizioso. La paura che possa verificarsi una defaillance, infatti, non fa che incrementare l’ansia e rendere più probabile che lo stato ansiogeno di frapponga tra il soggetto e la felicità sessuale. Pensieri come “speriamo di farcela” o arriverò a tre minuti?” sono i primi ostacoli che lo psicoterapeuta dovrà estirpare.

Impotenza e problemi di coppia

A volte, però, la mancanza di erezione è il riflesso di uno scarso o inesistente desiderio sessuale. Se è generalizzato, e non solo legato all’attuale partner, può avere alla base problemi psicologici come depressione, difficoltà a vivere la propria intimità o la stessa ansia. La psicoterapia in questo caso farà prima di tutto luce sulla causa, per poi intervenire con sedute mirate a superare lo scoglio. Se invece la mancanza di desiderio, o la disfunzione erettile, sono legati alla partner allora più che una terapia individuale è bene seguire quella di coppia. Spesso, infatti, a separare i due amanti a letto sono emozioni negative, delusioni e rimproveri reciproci che possono anche aver poco a che fare col sesso. Se per alcune coppie fare l’amore diventa un piacevole modo per far pace, per altre la crisi è così profonda da diventare un muro invisibile che separa anche tra le lenzuola, manifestandosi sotto forma di mancanza di desiderio o di erezione. La psicoterapia di coppia analizzerà mattoncino per mattoncino questo muro, permettendo ai due partner di guardarsi di nuovo senza barriere e scegliere se continuare ad amarsi o chiudere definitivamente la storia per vivere la propria sessualità serenamente con altri partner.

Giuditta Danzi

Scritto da

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17/04/2014

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