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Disfunzioni sessuali femminili: mito o realtà?

Perdita del desiderio sessuale, vaginismo, difficoltà a raggiungere l'orgasmo… le disfunzioni sessuali femminili appassionano da alcuni anni ricercatori e industrie farmaceutiche. Ma questo recente interesse è motivato da preoccupazioni di ordine medico o di tipo commerciale? In un viaggio esplorativo tra l'autentico sconforto di alcune donne e i pericoli di una sovramedicazione, Doctissimo ti offre alcuni spunti interessanti per un dibattito appassionato.

Disfunzioni sessuali: un mito?
© Getty Images

Nella prestigiosa rivista "The British Medical Journal"1, il giornalista americano Ray Moynihan dà fuoco alla miccia. A suo avviso, le disfunzioni sessuali femminili sono una malattia inventata di sana pianta.

Disfunzioni sessuali femminili: una definizione problematica…

Le disfunzioni sessuali femminili (DSF) riguardano un insieme piuttosto eterogeneo di problemi: assenza di desiderio, ritardo o assenza di orgasmo, avversione sessuale, dolore durante, prima o dopo il rapporto. Malgrado questa definizione sia assai generale, uno studio pubblicato sul giornale dell'associazione medica americana2 rivelava una frequenza impressionante di questi disturbi. Secondo questo sondaggio condotto da alcuni sociologi, il 43% delle donne soffrirebbe di DSF. Ma lo studio condotto su un campione di 1.749 donne si fonda su una definizione e una metodologia discutibili. Alle donne sono state rivolte domande relative a sette difficoltà sessuali che avessero sperimentato per un periodo di almeno due mesi nel corso dell'anno precedente (dalla mancanza di appetito sessuale all'ansia da prestazione, passando per la mancanza di lubrificazione). Una sola risposta positiva le classificava nella categoria delle donne affette da DSF… Nonostante non si tratti di una diagnosi vera e propria, e a dispetto delle riserve espresse da altri esperti3, questo dato viene spesso citato dai mass-media e dai ricercatori.

Quando un problema sessuale diventa una disfunzione sessuale?

A partire dall'ottobre 2002, l'équipe del Dr. John Bancroft, direttore dell'istituto di ricerca Kinsey in sessualità e riproduzione dell'Università dell'Indiana (Stati Uniti) pone in termini semplici la vera domanda: "Quando un problema sessuale diventa una disfunzione sessuale?" Secondo il parere del Dr. Bancroft, il venir meno del desiderio sessuale femminile è, in diverse situazioni, una risposta sana e funzionale delle donne che soffrono di stress, di stanchezza o di minacce da parte dei loro compagni.

Il direttore conclude ribadendo la necessità di disporre di una definizione più chiara delle DSF: "Finché non saremo in grado di distinguere queste inibizioni adattative di risposta sessuale da quelle che sono considerate disfunzioni, faremo molta fatica a prevedere in quali casi un trattamento farmacologico potrà rivelarsi utile". Secondo quanto sostiene il Dr. John Bancroft, il pericolo è triplice: la sovramedicazione di un problema sessuale, trascurando gli altri aspetti della vita delle donne, un aumento del numero di donne che crede di soffrire di DFS senza alcun fondamento oggettivo e, infine, una concentrazione e una normalizzazione della sessualità della coppia solo intorno al coito.

1 Disfunzioni sessuali: un mito? - continua ►

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04/05/2010

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