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Chi è colpito dai disturbi sessuali?

I disturbi sessuali maschili o femminili sono noti agli specialisti per l'elevata frequenza che li caratterizza. Tuttavia, sull'argomento non esistono studi epidemiologici su ampia scala. Cercando di stabilire con precisione la frequenza con cui si presentano questi disturbi, due ricercatori americani hanno analizzato i 52 lavori pubblicati in questi ultimi dieci anni sull'argomento. Proponiamo, quindi, un piccolo bilancio del problema in cifre e in difficoltà di valutazione…

Chi è colpito dai disturbi sessuali?
© Getty Images

Lo studio aveva l'obiettivo di determinare con precisione la frequenza dei disturbi sessuali, ma anche di valutare la credibilità delle fonti e di trarre conclusioni affidabili a partire da dati sparsi e talvolta contraddittori.

Cosa accade nella donna

* Difficoltà a raggiungere l'orgasmo: secondo gli studi più credibili condotti nell'area geografica più estesa (Europa del Nord), il numero di donne che ne sono affette sarebbe compreso tra il 4 e il 7%. Uno studio americano, tuttavia, rivela che… il 24% delle donne dichiara di non essere stata in grado di raggiungere l'orgasmo durante alcuni mesi nel corso dell'anno precedente. Questa differenza in punti percentuale potrebbe dipendere dai criteri adottati per la diagnosi che, in base a quanto emerge dai lavori, non sono sempre coerenti tra loro.
* Mancanza di lubrificazione: il valore ottenuto nei tre studi è, rispettivamente, di 0%, 22% e 41%. In tutti i casi considerati, la metodologia dello studio è contestabile.
* Disturbi del desiderio sessuale: i sette studi realizzati sull'argomento hanno ottenuto un valore percentuale dal 5 al 46%. In questo caso, si hanno ragionevoli motivi per ritenere si tratti di un problema di definizione…
* Dolori durante i rapporti sessuali: si è ottenuto un valore percentuale compreso tra il 3 e il 18% della popolazione generale. Anche in questo caso, i dati sono stati ottenuti con metodi di misurazione molto eterogenei.

Cosa accade nell'uomo

* Difficoltà a raggiungere l'orgasmo: da 0 a 8%. Questa percentuale varia in base ai sette studi condotti sull'argomento.
* Eiaculazione precoce: in generale, tra il 4 e il 5%… ma, secondo uno dei sondaggi, il valore può raggiungere il 20% negli uomini con dipendenza da alcol.
* Deficit di erezione: attraverso i 10 studi, una percentuale compresa tra lo 0 e il 10% degli uomini sarebbe preoccupata (è possibile notare l'influenza di fattori come le patologie cardiache, il diabete, l'ipertensione, l'ulcera, l'artrite, l'allergia e il tabagismo). Negli uomini più anziani, una percentuale compresa tra il 20% e il 52% confesserebbe di avere avuto due volte in meno di erezioni rispetto alle stimolazioni sessuali nel corso dell'anno precedente. Anche in questo caso, le differenze relative alle condizioni di salute dei soggetti intervistati, ma anche i criteri di valutazione impiegati, possono spiegare le variazioni significative in punti percentuale. Cosa si intende con l'espressione "deficit" di erezione? Significa che non c'è erezione? O che l'erezione è insufficiente o troppo breve?

Come interpretare questi dati?

Se, secondo il parere dei due autori americani, alcuni studi possono essere considerati validi dal punto di vista scientifico, le metodologie impiegate debbono essere perfezionate per ottenere risultati più precisi e, forse, più affidabili. Onde per cui è fondamentale definire in modo più chiaro cosa sottintendono i termini "disfunzione", "difficoltà" o "disturbo". Tutte le altre definizioni rendono difficile, se non addirittura impossibile, qualunque confronto. Infine, sarebbe forse opportuno includere l'aspetto psicologico del fenomeno, parlando di disturbo sessuale piuttosto che di disfunzione, che è di rado studiata, ma che può cambiare in modo drastico i risultati. Un unico studio, che risale al 1999, si occupa di questo problema. Quando lo studio definisce le difficoltà orgasmiche come "un'incapacità di raggiungere l'orgasmo", il 22% delle donne si sente chiamato in causa… contro solo una percentuale del 10% quando la definizione proposta associa "l'incapacità di raggiungere l'orgasmo" al fatto che "questa difficoltà sia vissuta come problematica dalla donna". Ovviamente, questo dimostra come i criteri impiegati negli studi possono capovolgere drasticamente i risultati…
Per concludere, sarebbe forse utile condurre un ampio studio di portata internazionale, ben strutturato e correttamente realizzato, per fare il punto della situazione e poterne redigere un quadro il più possibile realistico.

Fonte: "Prevalence of Sexuel Dysfonctions: Results from a Decade of Research", Jeffrey S. Simons, Ph.D. and Michael p. Carey, Ph.D. Archives of Sexual Behavior, Vol.30, N° 2, 2001.

Isabelle Delaleu

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04/05/2010

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