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La sindrome da eccitazione sessuale permanente

Alcune donne sono vittime di un’eccitazione sessuale permanente, che non ha alcun legame con il desiderio erotico. Non è uno scherzo! Si tratta di una sindrome molto invalidante che può portare alla disperazione. Scopri con noi questo disturbo atipico.

Il priapismo femminile
© Getty Images

Priapismo al femminile

I disturbi sessuali femminili, a lungo trascurati, sono da alcuni anni oggetto di un’attenzione particolare: anche se la mancanza di desiderio e di eccitazione rappresentano i principali problemi, esistono alcune patologie più rare che possono risultare realmente invalidanti nell’ambito della sfera sessuale delle donne e della loro vita in generale. Nel 2001 è stata infatti osservata e descritta una nuova sindrome: la sindrome dell’eccitazione genitale permanente (Persistent Sexual Arousal Syndrome o PSAS)2. La PSAS, corrispettivo femminile del priapismo, consiste in un’intensa e persistente eccitazione, avvertita indipendentemente da ogni desiderio sessuale.  

Esattamente come il priapismo, questa condizione è estremamente invalidante e stressante, e le donne che ne soffrono dichiarano di essere realmente disperate. 

Quando l’eccitazione diventa un incubo!

"Sedermi è diventato insopportabile, poiché ciò causa delle pressioni che possono provocarmi un orgasmo. Solo quando sto in piedi non sento niente; guidare, invece, è una tortura. Chi mi sta vicino, ed è a conoscenza del mio problema, inizialmente pensava potesse essere divertente, poi tutti hanno capito che non è affatto così (…): sento costantemente un’intensa eccitazione sessuale, che è puramente fisica e non è accompagnata da fantasie erotiche o romantiche", testimonia una paziente che, come altre donne affette dalla malattia, ha pensato al suicidio3.

Come aiutarle? Per ora sono ancora molte le incognite, sia sul numero delle donne colpite dalla malattia sia sulle sue cause e sui trattamenti. Un’indagine americana condotta su internet suggerisce che le pazienti provengono da classi di età e da ambienti molto diversi tra loro4. Sono state avanzate varie ipotesi per spiegare l’origine di questo fenomeno: una malformazione artero-venosa che conduce a un’irrorazione permanente ed eccessiva del clitoride, un’anomalia a livello del sistema nervoso periferico (nella zona genitale) o centrale (nel cervello), l’assunzione o l’interruzione di trattamenti farmacologici (gli antidepressivi appartenenti alla classe degli inibitori della ricaptazione della serotonina5)…

Verso uno sviluppo della ricerca...

Non esiste attualmente alcun trattamento approvato per questa sindrome. Diversi studi riferiscono di miglioramenti ottenuti attraverso la reintroduzione degli antidepressivi, l’utilizzo della vasopressina, che riduce l’irrorazione del clitoride, o addirittura attraverso una terapia a base di elettroshock in una paziente affetta da una grave depressione concomitante6.

Molte questioni restano quindi in sospeso; il Dottor  David Goldmeier dell’ospedale St Mary di Londra, specialista di questa sindrome, lancia un appello per un maggiore impegno nella ricerca, non solo perché si tratta di una condizione stressante e imbarazzante, ma anche perché l’identificazione delle cause e di un efficace trattamento potrebbe condurre a una maggiore comprensione di altri aspetti della sessualità femminile: al centro del mirino, soprattutto la mancanza di desiderio e di eccitazione, molto più diffusa tra le donne.  

David Bême

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03/01/2013

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