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Le confidenze di un pornodipendente

Dipendente dalla pornografia per una quindicina di anni, Florent Badou ha scelto di uscire da questa spirale. Spinto dalla sofferenza che non lascia spazio ad alcun piacere, l'uomo decide di intraprendere un cammino di "disintossicazione" dal porno da cui esce vincitore. Una sfida che racconta nel suo libro. Un'esperienza la cui testimonianza guida passo dopo passo coloro che sono vittime di questa sofferenza.

Confidenze di un pornodipendente
© Getty Images

Cyberdipendente dalla pornografia per una quindicina di anni, Florent Badou aveva perso il controllo. Il piacere iniziale aveva in primo luogo ceduto il posto all'abitudine, poi alla sofferenza, generando quindi un impatto fortemente negativo sulla sua vita di coppia, sulle relazioni in genere e, soprattutto, sull'autostima. "La vergogna si cela spesso dietro l'angolo", confessa. Deciso a uscire da questa spirale di dipendenza, decide di essere sincero con la sua compagna e intraprende un cammino da cui uscirà vincitore. Una sfida la sua, ancora più difficile da cogliere, proprio per la facilità con cui è possibile accedere alla pornografia in Rete.

Dipendenza dal porno: basta con le bugie

"Il fatto di dare un nome a ciò che si vive è tutto fuorché semplice", dichiara l'autore. Si tratta di ammettere con se stessi che non è possibile smettere quando si decide di farlo e riconoscere di avere un problema che è fonte di sofferenza. La soluzione che ha messo in atto per uscirne? Guardarsi in modo obiettivo e accettare di aprirsi con un'altra persona. Il semplice fatto di parlarne consente di verbalizzare la propria sofferenza e di riflettere su se stessi. Questa condizione aiuta a prendere distanza da se stessi e a guardarsi con obiettività.

Da parte sua, Florent Badou ha deciso di aprirsi con la sua compagna: "Non ne potevo più di vivere nella menzogna". Un'iniziativa che ha portato i suoi frutti. Anziché sentirsi presa in giro, la sua compagna si rende conto della sofferenza di Florent e del suo desiderio di uscirne. Considerando la parte di dipendenza insita in questo tipo di disturbo, la donna decide di sostenerlo nella sua battaglia. Tuttavia, Florent precisa: "È una decisione da prendere a seconda dei casi, tenendo conto della vicinanza emotiva con la propria partner e della volontà di condividere insieme le prove della vita".

Trovare un confidente empatico

Per coloro che non vivono in coppia, anche parlare del proprio problema a degli amici potrebbe rivelarsi altrettanto "efficace". Florent rammenta: "Mi chiedono come hanno reagito i miei amici a cui ho parlato delle mie difficoltà, della disintossicazione e del mio sito… La risposta è: bene".

Vergogna, orgoglio, negazione, paura di deludere... ha raccontato loro tutti i sentimenti che ha provato. "Scegliete attentamente la persona con cui aprirvi. Parlare con qualcuno significa rendersi estremamente vulnerabili", aggiunge. Si tratta di un tipo di confidenza particolare che richiede piena fiducia verso il proprio interlocutore e umiltà. L'ideale è scegliersi un amico che abbia come qualità l'empatia e il rispetto.

Confessare permette di bloccare sul nascere le ricadute

Anche parlare consente di evitare le ricadute. Il semplice fatto di parlare delle proprie tentazioni ossessive e dello stato d'animo che si prova contribuisce a smorzare le cose. "Quando provavo queste emozioni, le comunicavo alla mia compagna e lei sdrammatizzava e mi distoglieva il pensiero. E se poi nonostante tutto ricadevo, il patto di sincerità mi imponeva di dirglielo. Questo la rattristava e all'improvviso ero ancor più scoraggiato perché non riuscivo a smettere", spiega candidamente l'autore.

Implementare un filtro di Controllo genitori

L'introduzione della funzione Controllo genitori per il filtraggio e il blocco automatico dei siti porno ha consentito a Florent di liberarsi dalla sua dipendenza. Quando è una scelta consapevole non è deresponsabilizzante. L'autore chiarisce meglio: "Lo sviluppo di questa mia dipendenza si è accentuato con la disponibilità del prodotto. Ho constatato che in assenza di connessione a Internet la dipendenza viene meno". Impedirne l'accesso, o quantomeno renderlo difficile, può contribuire a limitare il consumo eccessivo di pornografia.

Il suo messaggio di liberazione: "Proprio come Ulisse di fronte alle sirene, fatevi legare all'albero della nave". Tuttavia, l'autore avverte che, a prescindere dalle soluzioni che si mettono in atto, non andrà sempre tutto liscio, è inevitabile… L'idea consiste nel comunicare le parole d'ordine a un famigliare che svolga in qualche modo un ruolo di contenimento, una sorta di vigilanza.

Controllare l'alimentazione

Talvolta è sufficiente prendere coscienza delle nostre azioni per riuscire a cambiare il corso della nostra esistenza. Florent Badou ha stabilito una correlazione tra "cibo spazzatura" e "cattivo sesso" e osserva fino a che punto le dipendenze sessuali e alimentari possano essere simili.

Non diciamo, infatti, che le attrici porno sono "golose"? La psicanalista Gisèle Harrus Revidi, autrice dei libri Psicanalisi del goloso e Psychanalyse des sens (Psicanalisi dei sensi, NdT) conferma che "esiste una correlazione tra l'appetito alimentare e il desiderio sessuale. A uno stadio primordiale del nostro sviluppo, mangiare e provare piacere di tipo sessuale sono intimamente legati".

Per quanto lo riguarda, Florent dice ridendo: "Mangiavo qualsiasi cosa a tutte le ore e in qualunque modo…". Nel contesto del suo percorso di "disintossicazione", Florent inizia quindi a seguire un regime alimentare per perdere peso, ma soprattutto per avere una migliore immagine di sé e ritrovare il piacere delle piccole cose.

Riprendere l'attività sportiva per combattere le proprie pulsioni

Per porre fine alla sua dipendenza, Florent Badou ha scelto di canalizzare i suoi sforzi per raggiungere un migliore equilibrio di vita. Lo sport gli è stato di grande sostegno in questo suo cammino di "guarigione". Nel periodo della dipendenza, l'autore ricorda che "si faceva violenza per andare a correre e scaricare le sue pulsioni, piuttosto che rimanere seduto a navigare sul Web". Insiste comunque sul fatto che "se l'unico fattore trainante è spostare altrove l'attenzione, rimane difficile liberarsi del problema". Puntare sulla soddisfazione procurata dallo sport può rivelarsi invece più "efficace". A suo giudizio, "è sempre questa dimensione del piacere naturale che bisogna cercare di ritrovare".

Nel caso specifico, lo sport non consente solo di scaricare un eccesso di energia, ma anche di aumentare il buonumore mediante la produzione di endorfine nell'organismo. Una difesa contro la frustrazione e la compulsione che suscita.

Coltivare la pazienza per vincere la dipendenza dal porno

"Bisogna accettare il concetto di durata indeterminata della disassuefazione", avverte Florent Badou. Liberarsi da una dipendenza rimane una sfida che richiede un certo tempo, difficile peraltro da quantificare. La durata è soggettiva.

Dal punto di vista clinico, uscire da una dipendenza può richiedere circa 5 anni… tra alti e bassi. Nel caso di Florent, tra l'inizio della disintossicazione e l'ultimo consumo sono trascorsi circa 3 anni e mezzo, anche se in realtà lo scatto per uscire dalla dipendenza è avvenuto due anni prima. Sapere di essere in fase di disintossicazione permette di dare il giusto valore alle ricadute, di capirle e accettarle senza colpevolizzarsi. "Si deve accettare di brancolare nel buio e cercare di trovare nuove strategie. Ciò che conta è il miglioramento generale", consiglia l'autore. Per far tesoro delle proprie esperienze, può essere utile annotare i propri stati d'animo su un diario, uno strumento utile nel processo di disintossicazione.

La testimonianza di Florent Badou è sicuramente di monito ad altre persone affette da questa dipendenza. Il confine tra consumatori e dipendenti è talvolta sottile, anche se nella realtà la sofferenza che provano le persone con una dipendenza è indice di una patologia. In questo caso, può essere utile rivolgersi a uno specialista. Per superare il senso di vergogna che accompagna spesso questa sofferenza, Florent Badou ha scelto, una volta completamente guarito, di aprire un sito internet per aiutare le persone che desiderano uscire da questa dipendenza. Un'iniziativa personale coraggiosa che ha il merito di aprire la strada e di porre fine a una certa ipocrisia sull'argomento.

 

Catherine Maillard

 

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14/10/2015

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