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Ipersessualità e dipendenza dall’eros

Esiste un limite passato il quale fare sesso diventa un’ossessione? Sembra di sì, anche se non tutti sono certi della definizione di ipersessualità come disturbo ossessivo-compulsivo o come disordine comportamentale. Tuttavia, che sia un prodotto della cultura e della società odierna o una vera e propria patologia, è opportuno riflettere su questo argomento che è molto più attuale di quanto si pensi.

Ipersessualità e dipendenza dall’eros
© Getty Images

Ninfomania e satiriasi

Questi due termini non sono più utilizzati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e sono stati sostituiti con la parola ipersessualità nel 1992. Entrambi indicavano una ricerca smisurata di partner sessuali (maschili per il primo, femminili per il secondo) ed erano stati catalogati dapprima come perversioni e più tardi come patologie sessuali.
La ninfomania si delinea attraverso una perdita quasi totale di inibizioni, che si manifesta attraverso un comportamento atto alla seduzione e alla provocazione continua, che sfiora l’eccesso e che nasconde un’insoddisfazione psico-fisica latente. Il bisogno di avere rapporti sessuali è molto frequente e non è legato al rapporto completo o pienamente soddisfacente.
È un comportamento che genera paura e perplessità negli uomini, che hanno spesso ed erroneamente classificato un desiderio sessuale femminile dirompente come malattia mentale o fisica nei tempi passati. Oggi, il termine ninfomane è continuato ad essere usato in senso dispregiativo per indicare una donna con un desiderio sessuale ben presente, spesso normale ma che continua a stupire le persone che la circondano.
La satiriasi può comparire, al contrario della ninfomania, per due cause diverse: in seguito all’uso e quindi dall’effetto di droghe (satiriasi tossica) oppure per una malattia mentale (satiriasi nervosa). Contrariamente al suo corrispettivo femminile, questo termine non ha mai avuto una connotazione negativa ma è stato spesso sinonimo di virilità.
In entrambi i casi, l’ipersessualità è caratterizzata dalla masturbazione compulsiva, esibizionismo e voyeurismo, nonché da difficoltà relazionali e senso di oppressione.

La dipendenza dal sesso è una patologia?

L’ipersessualità si può accompagnare ad alcuni altri disturbi più importanti, come il disturbo della personalità borderline, bipolarismo, depressione e ansia, ma non necessariamente vero il contrario. Generalmente la persona mantiene il controllo della situazione e ricerca il piacere completo, contrariamente alla ninfomania. È indispensabile non confondere questi concetti con quello di erotomania, disturbo psicologico delirante che spinge il soggetto a credere di avere un ammiratore segreto follemente innamorato di lui.
Per capire se l’ipersessualità è diventata patologica, ovvero quando non si tratta più di sessualità meramente “intensa”, sono stati elaborati dei test negli Stati Uniti, il più famoso dei quali si chiama SAST-Sexual Addiction Screening Test. Consiste in 20 domande, diverse per uomini e donne, mirate a capire se il comportamento sessuale del soggetto va oltre i limiti del “normale” (ogni caso va contestualizzato nella società/cultura cui appartiene). Oltre alle domande sul comportamento sessuale dei genitori e dei propri amici, viene chiesto al soggetto se ha delle fantasie assillanti o dei comportamenti che hanno fatto soffrire qualcuno, illegali o dei quali si ha avuto vergogna. Tra queste, si chiede se questi comportamenti siano stati un modo per sfuggire ai propri problemi personali e se si sente dominato dalle sue fantasie. Se si risponde in maniera positiva a più di 13 domande ci si può definire sessodipendenti e si necessita di un sostegno medico e psicologico adeguato.

I limiti sociali della dipendenza dal sesso

Anche se l’ipersessualità non è sempre legata ad un disturbo mentale, è altresì vero che può essere un comportamento limitante che impedisce di condurre una vita sentimentale ordinaria. I sessodipendenti hanno arricchito la cronaca rosa di alcuni giornali con le loro storie bizzarre al limite del vero. Ricordiamo Michael Douglas o David Duchovny che sono ricorsi persino al ricovero in centri specializzati in questo senso. Ma definire ciò che è patologico da ciò che è semplicemente esuberante non è semplice e dipende direttamente dal contesto sociale, storico e culturale di riferimento.

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29/03/2011

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