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La paura del sesso

Che sia di origine psicologica o culturale, la fobia della sessualità è un fenomeno reale anche se può sembrare bizzarro. Da poco riconosciuta come patologia vera e propria, induce il soggetto a privarsi della propria sfera intima, arrivando a evitare spesso anche il contatto col partner.

La paura del sesso
© Getty Images

Da cosa dipende la paura del sesso?

L’origine può essere sia psicologica che biologico-culturale. Secondo la prima, la sessuofobia è generata dall’educazione ricevuta nell’infanzia e arriva a limitare notevolmente anche i rapporti sociali. Una famiglia molto rigida e chiusa contribuisce a creare una personalità che non vive serenamente la propria sessualità. Anche la sfera emotiva conosce una battuta d’arresto, sublimata con comportamenti ossessivo-compulsivi e depressione.  
Biologicamente invece, uomini e donne sono da sempre “progettati” per portare avanti la specie umana e quindi a procreare. Limitare la libido della donna significava quindi impedirle di fare dei figli con altri maschi e permettere così al partner di trasmettere i propri geni in maniera esclusiva. Il periodo della gestazione è un momento molto delicato per la donna, soprattutto in passato, quando le norme sanitarie non erano di uso comune. Proteggerla era necessario per permettere ancora una volta alla specie di perpetuarsi: in essa e nel suo corpo era incarnato l’ideale di colei che donava la vita.
Infine, da non dimenticare il ruolo della religione nello sviluppo della sessualità della persona: soprattutto in quelle più diffuse, la monogamia è considerata una qualità da preservare sino al matrimonio e l’atto sessuale è accettato solo per procreare. Molte persone, e per molto tempo, hanno vissuto la sessualità come semplice strumento e non come momento di condivisione del piacere. Essendo questo pensiero molto radicato nella mente della maggior parte della popolazione Occidentale, ancora oggi molti fanno fatica ad avere un rapporto sereno col proprio corpo e con la propria intimità, generando quindi reazioni diverse, come diventare sessuofobici o asessuali.

Quando la paura del sesso diviene patologico?

L’asessualità, o avversione sessuale, è definita come la mancanza di desiderio sessuale associato a un’altra persona di sesso opposto o dello stesso sesso. Un ampio dibattito è stato aperto riguardo questa condizione, la quale presenta molte caratteristiche comuni al desiderio sessuale ipoattivo, un disturbo mentale riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale che consiste nella totale mancanza di desiderio sessuale e di fantasie a esso correlate.
Attenzione a non confondere l’asessualità con la sessuofobia, perché se quest’ultima è caratterizzata da una forte inibizione e paura per tutto ciò che concerne il sesso, l’asessualità non indica invece alcuna chiusura e non sottintende un’assenza di attività sessuale bensì indica che, seppur a volte praticato, il sesso non costituisce motivo reale di interesse nel soggetto, il quale non ha alcun problema a convivere con questa mancanza.
L’asessualità può estendersi su tre fasi: congenita (il soggetto non ha mai avuto desiderio sessuale) situazionale (riferito al partner e quindi per un periodo di tempo limitato) e acquisita, comparsa cioè dopo un periodo di sessualità regolare per cause esterne. Inoltre, si deve distinguere tra attrazione sessuale e attrazione romantica: alcuni asessuali non hanno desiderio fisico ma provano sentimenti profondi di amore e affiliazione verso il partner, tali da instaurare con esso una relazione di coppia stabile.

la paura del sesso: le possibili terapie

Bisogna precisare che i fattori psicologici e culturali non sono le sole cause di tali disturbi della sessualità: spesso il calo della libido può essere dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti (allucinogeni, cannabinoidi, narcotici) che se in un primo momento aumentano il livello di eccitazione, determinano in un secondo tempo il crollo del piacere, così come avviene per alcuni farmaci, soprattutto quelli che agiscono sul SNC, come antidepressivi, betabloccanti o barbiturici. Sfortunatamente, alcuni di questi medicinali sono prescritti per la cura di malattie importanti (diabete, depressione Parkinson, epilessia, tumori) che quindi non consentono una sospensione della terapia.

A parte questi ultimi casi, la fobia e l’avversione nei confronti del sesso e di tutto ciò che lo riguarda è trattabile con le opportune terapie mediche o psicologiche. È tuttavia sconsigliato credere che la sessualità sia uguale per tutti: alcune persone presentano una libido più o meno marcata di altre, senza però presupporre che ci siano disturbi psicologici più profondi.

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06/04/2011

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