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Masturbazione notturna: lo sleep sex

Il sesso e la masturbazione sono istinti innati sia nell’uomo che nella donna ma ci sono dei casi in cui questo avviene in modo non cosciente: a Torino è stato registrato il primo caso di autoerotismo durante il sonno. Di cosa si tratta? Scopri su Doctissimo questo caso singolare di sonnambulismo.

Masturbazione notturna: lo sleep sex
© Getty Images

Sleepsex: che cos’è?

Viene catalogato come disturbo del sonno non-Rem che genera eventi di parasonnia, che si manifestano a causa del malfunzionamento di alcune aree del cervello le quali non risultano completamente addormentate. Alcune di esse infatti rimangono nello stato di veglia e danno luogo a fenomeni come lo sleepsex, che rappresenta solo uno dei comportamenti “bizzarri” che gli individui affetti da insonnia possono manifestare, essendo effettivamente uno dei più singolari. Consiste nel fare movimenti che ricordano quelli dell’atto sessuale mentre in realtà si sta dormendo e può comprendere persino la masturbazione del soggetto, che si conclude spesso con il raggiungimento del piacere. Colpisce poco più dell’1% della popolazione mondiale, mentre i soggetti affetti da comune sonnambulismo, in cui sono coinvolti comportamenti alimentari e aggressivi, sono circa il 10% del totale. Le aree del cervello che si occupano di controllare le capacità motorie non risultano essere completamente addormentate e danno quindi luogo a fenomeni che nello stato di veglia sono comuni, come cucinare, stirare, guidare o andare in bagno. Lo sleepsex è catalogato come comportamento potenzialmente pericoloso, in quanto il rischio è quello di coinvolgere persone non consenzienti o minori, con chiari risvolti legali del caso, nonostante gli individui dichiarino di non avere memoria degli atti commessi.

Masturbazione notturna: il caso italiano

A Torino è stato registrato il primo caso di una donna sessantunenne la quale, durante il ricovero nel Centro di medicina del sonno dell’ospedale della città, si è masturbata per alcuni minuti nella fase del sonno non-Rem: al suo risveglio non ricordava assolutamente nulla dell’accaduto. Il caso ha voluto che fosse ricoverata per studiare altri disturbi del sonno che i medici le avevano diagnosticato e, proprio durante l’osservazione, il personale ospedaliero si è accorto di trovarsi davanti al primo caso di “sleepsex spontaneo”, documentando così il primo caso italiano di un evento parasonnico di questo tipo, pubblicato anche sulla rivista scientifica Sleep Medicine, diffusa a livello internazionale.

Casi di sleepsex nel mondo

Noto alle cronache il caso di violenza sessuale che ha visto coinvolto un uomo di Toronto nel 2005: la Corte di appello ha scagionato l’uomo dalle accuse in quanto il fatto era stato commesso in maniera non cosciente, ovvero durante il sonno. In Inghilterra un altro uomo è stato scagionato dall’accusa di triplice stupro e il Australia è stato documentato un caso di una donna che durante la notte ha avuto rapporti sessuali con degli sconosciuti mentre era addormentata. Sempre nel Regno Unito, un uomo è stato scagionato dall’accusa di violenza sessuale con una ragazzina di 15 anni dopo che la giuria lo ha dichiarato non responsabile delle sue azioni.

È necessario curarsi dallo sleep sex?

I medici chiariscono che il fenomeno dello sleepsex possiede un andamento che viene definito “a cluster”: può manifestarsi in alcuni periodi della vita e scomparire in altri, senza escludere però delle ricadute. Al momento è ancora oggetto di studi approfonditi ma gli esperti dichiarano di essere in grado di trovare presto una cura, così come per il “semplice” sonnambulismo. Alcool, droghe ed eccitanti come caffè o tè sono in grado di favorire la comparsa degli episodi di sleepsex, e ne è quindi sconsigliato l’abuso o addirittura l’assunzione in caso di manifestazione del disturbo. Negli Stati Uniti si è ipotizzato che questo fenomeno possa essere il qualche modo correlato con l’epilessia, portando quindi all’utilizzo di farmaci sedativi a base di clonazepam per il trattamento dei sintomi: questo principio attivo fa parte della classe delle nitrobenzodiazepine ed è in grado di rilassare i muscoli, impedendo in questo caso i movimenti notturni. Viene prescritto in malattie come il Parkinson, negli stati di ansia, nella sindrome di Tourette e in tutti quei casi in cui è necessario distendere i muscoli del corpo, come la fibromialgia o la sindrome delle gambe senza riposo. Come tutti i farmaci antidepressivi, è assolutamente sconsigliata l’assunzione di alcool durante il periodo di somministrazione del farmaco e la sospensione repentina del trattamento, che invece deve essere fatta in maniera molto graduale.

Socialmente, lo sleepsex genera episodi imbarazzanti: litigi coniugali, vergogna e senso di disagio possono comparire nei soggetti che ne sono affetti. Qualora un familiare o un amico vi faccia notare che potreste assumere dei comportamenti “singolari” durante il sonno, recatevi subito in uno dei numerosi centri specializzati, senza aver paura del giudizio altrui.

Lo sleepsex è un disturbo del sonno a tutti gli effetti e va trattato da personale specializzato in modo da farvi ritrovare i piaceri del riposo e del sesso… senza però sovrapporli!

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26/08/2011

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