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La legatura delle tube

E’ il condotto che si estende dall’utero all’ovaio; la “strada” che permette il transito di uova e spermatozoi; la “culla” della fecondazione. La loro recisione o legatura costituisce un metodo, in genere permanente, di contraccezione: la sterilizzazione.

La legatura delle tube
© Getty Images

Le tube di Falloppio, dal nome dell'anatomista italiano del sedicesimo secolo Gabriele Falloppio, chiamate anche salpingi - dal greco salpìnx che significa tromba, tuba, alludendo alla loro forma - trombe uterine o ovidotti, sono due organi tubolari, pari e simmetrici, che collegano l'ovaio alla cavità uterina. La tuba, simile a un imbuto, è lunga circa 7, 5 centimetri. L’estremità più piccola sbocca nell’utero mentre quella più larga, suddivisa in fimbrie - sporgenze simili a dita - confina con l’ovaio. La sua parete muscolare è rivestita da cellule dotate di, sporgenze simili a peli, ciglia.

Come funzionano le tube di Falloppio?

Le fimbrie raccolgono l’uovo espulso dall’ovaio. Il “battito” delle ciglia e le contrazioni muscolari, poi, spingono l’uovo verso l’utero. Gli spermatozoi, rilasciati nell’utero dopo il coito, risalgono la tuba di Falloppio. Il rivestimento della tuba e le sue secrezioni, intanto, nutrono l’uovo finchè non raggiunge l’utero. Le tube di Falloppio sono, insomma, alla base della fecondazione. Le malattie delle tube, infatti, rappresentano il 15 per cento dei casi di sterilità.

Cos’è la sterilizzazione?

 

La sterilizzazione è un metodo di contraccezione diffuso. Le donne che hanno avuto molti figli o, al contrario, quelle che non vogliono averne possono, infatti, decidere di farsi sterilizzare per evitare i problemi o gli effetti collaterali di altri metodi di contraccezione. La sterilizzazione, inoltre, può essere scelta da una donna per cui una, eventuale, gravidanza rappresenterebbe un grave pericolo per la salute o nel caso in cui esista il rischio, elevato, di avere un figlio affetto da una grave malattia ereditaria.

Come si esegue la legatura delle tube?

Il metodo più comune è rappresentato dalla sterilizzazione laparoscopica. Quest’ultima viene effettuata attraverso due piccole incisioni praticate nell’addome in cui, poi, vengono inseriti un endoscopio - sonda ottica - e uno strumento chirurgico.

I metodi, più diffusi, di “legatura” delle tube di Falloppio sono quattro:

Recisione. Una piccola ansa - “porzione” - della tuba viene fissata con una legatura e, in seguito, recisa. 

Costrizione. L’ansa viene serrata con una, stretta, fascetta. Questo metodo è, in genere, reversibile.

Clippaggio. Viene applicata una clip - simile a una “molletta” - di plastica o di metallo per impedire il passaggio dell’uovo. Questo metodo, come il precedente, è reversibile.

Cauterizzazione. Per sigillare la tuba viene utilizzata l’elettrocoagulazione.

Un secondo metodo, ancora sperimentale, consente, invece, di eseguire la sterilizzazione dalla vagina. Attraverso quest’ultima, infatti, è possibile introdurre nell’utero un isteroscopio - un tipo di endoscopio - per chiudere, dall’interno, lo sbocco delle tube di Falloppio. Queste tecniche di sterilizzazione sono eseguite in ambulatorio. Nelle prime settimane successive al parto, invece, è possibile eseguire una minilaparatomia. Questa tecnica si esegue, quando l’utero è ancora alto nell’addome, praticando una piccola incisione sotto l’ombelico che consente di raggiungere le tube di Falloppio.

Qual è il risultato?

 

La sterilizzazione presenta una piccola percentuale di fallimenti. Quando, dopo un intervento di sterilizzazione, si verifica una gravidanza le probabilità che si tratti di una gravidanza ectopica - gravidanza fuori dall’utero - sono 10 volte maggiori rispetto alla media. La scelta della sterilizzazione dovrebbe essere considerata permanente. Tuttavia, come abbiamo sottolineato, alcune tecniche sono reversibili. In questi casi, infatti, è possibile ripristinare la fecondità attraverso alcune tecniche di microchirurgia. Il 70 - 75 per cento delle donne che si sottopongono a questo intervento riesce, poi, a concepire.

In Europa il 10 per cento delle donne sopra i 30 anni e il 15 per cento di quelle che hanno, in media, 5 figli, hanno scelto la sterilizzazione.

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26/04/2012

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