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Le pillole estroprogestiniche

Con il progresso della medicina e, in particolare grazie alle conoscenze avanzate sui meccanismi fisiologici della riproduzione, la pillola è riuscita a vedere la luce. Questo metodo è ormai il più diffuso in Francia e uno dei più affidabili. Le pillole estroprogestiniche sono le più prescritte. Ma attenzione, alcuni di questi contraccettivi non proteggono dal rischio di trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili.

Le pillole estroprogestiniche
© Getty Images

L'associazione di un preservativo con la pillola ad esempio è una necessità in certe situazioni a rischio.

La pillola estroprogestinica

Dalla comparsa della prima “pillola” estroprogestinica nel 1955, si sono succedute tante evoluzioni, fino ad arrivare alle ultime minipillole. Queste riguardano le molecole utilizzate, i dosaggi e il tipo di associazione d'estrogeno e progestinico, associato o sequenziale. Tutte le pillole attualmente commercializzate utilizzano come estrogeno etinilestradiolo (EE) a dosi che variano da 15 µg da 50 µg a compressa.

Il progestinico associato all'EE può appartenere ad una delle tre generazioni di progestinici di sintesi attualmente disponibili. Lo scopo delle ricerche che hanno permesso di arrivare successivamente a queste diverse molecole è quello di ottenere un prodotto che possiede una forte attività anticoncezionale (mediante bloccaggio dell’asse gonadotropo) ma attività androgenica più bassa possibile.

L’assunzione quotidiana

L’assunzione di una pillola estroprogestinica deve rispettare certe regole. Durante il periodo  iniziale di un tipo di contraccezione, la prima compressa del blister si prende il primo giorno delle mestruazioni. Poi l’assunzione, a orari fissi, delle 21 compresse del blister continua durante le tre settimane a ritmo di una compressa al giorno, senza dimenticarsi. Due o tre giorni dopo l’assunzione dell’ultima compressa del blister compare un’emorragia da privazione. Senza tener conto di questi sanguinamenti, bisogna ricominciare con un nuovo blister dopo esattamente sette giorni di sospensione. Così, ogni quattro settimane, nello stesso giorno, bisogna iniziare un nuovo blister di pillole. L’ultima generazione di minipillole dosate a 15 µg di EE ha la particolarità di consistere in 24 compresse attive da blister.

In caso di dimenticanza di una compressa, bisogna riprendere l’assunzione appena possibile, cioè prendere due pillole nello stesso giorno se il ritardo arriva a 24 ore, ma la contraccezione in questo caso non è più assicurata e allora conviene utilizzare un metodo complementare fino alle prossime mestruazioni.

In ogni caso consultare sempre il foglietto illustrativo della propria pillola.

In caso di vomito nelle quattro ore che seguono l’assunzione della compressa, conviene riprendere una compressa identica da un blister di scorta o utilizzare un metodo di contraccezione locale fino alle prossime mestruazioni.

Efficacia, monitoraggio ed effetti indesiderati

La contraccezione mediante pillola estroprogestinica è un metodo molto efficace, con un indice Pearl inferiore a 0,5 percento all’anno/donna, ovvero non esiste un rischio inferiore di gravidanza su cento donne trattate in un anno.

Prima della prima prescrizione, questa forma di contraccezione richiede analisi complete e un monitoraggio regolare al fine di rilevare le controindicazioni e gli effetti indesiderati. I principali sono gli incidenti tromboembolici (flebiti, incidenti cerebrovascolari), i disturbi metabolici (ipercolesterolemia), l'aumento della pressione arteriosa...

L'aumento del rischio di tumore al seno non è riconosciuto all'unanimità e i risultati dei vari studi sono discordanti.

L'abbinamento tabacco e pillola estroprogestinica resta controindicato, anche per le “minidosi” perché aumenta i rischi di incidenti, in particolare di trombosi arteriosa.

D’altra parte, queste pillole procurano effetti benefici in quanto, oltre a permettere di controllare la comparsa di gravidanza, regolano anche i cicli, migliorano le mastodinie (seni doloranti principalmente prima delle mestruazioni), riducono il rischio di tumore alle ovaie...

La pillola combinata

Il principio della pillola combinata è quello di portare in ciascuna compressa un’associazione di EE e di un progestinico per ottenere una tripla azione:

  • Una riduzione delle secrezioni ipofisarie (azione antigonadotropa), con conseguente assenza di crescita follicolare e di ovulazione;
  • Un’alterazione della mucosa;
  • Un’atrofia della mucosa uterina.

La dose di etinilestradiolo contenuto in ciascuna compressa, giudicato all’inizio responsabile di tutti gli effetti secondari, è stata progressivamente diminuita, passando da 50 µg a 30, quindi 20 µg a compressa. Da poco tempo sono disponibili due specialità con dosi di 15 µg a pillola. La loro particolarità è quella di avere 24 compresse per blister e non 21 come è il caso per le altre.

Oltre alle diverse molecole di progestinico associabili all'EE, è la variazione dei rispettivi dosaggi di questi due principi attivi in un blister che permette di distinguere le diverse pillole. Esistono quindi delle pillole monofasiche le cui dosi sono le stesse per tutte le compresse, pillole bifasiche e trifasiche il cui dosaggio varia secondo due o tre livelli. La scelta fra queste varie pillole dipende da molti elementi determinati dal medico durante la prima visita per la contraccezione, ma anche dall’evoluzione costatata durante il monitoraggio.

La pillola sequenziale

Il principio della pillola sequenziale è quello di proporre nella prima parte del blister delle compresse contenenti solo una dose elevata di EE (50 µg) poi, nella seconda parte, un’associazione estroprogestinica. Queste pillole che riproducono le varianti ormonali prossime alla fisiologia mantengono attualmente indicazioni limitate, essenzialmente rappresentate da circostanze in cui il medico si augura di ottenere rapidamente una rigenerazione della mucosa uterina (dopo un raschiamento, ad esempio).

Dott. Ludovic Moy

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23/08/2012

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