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La bisessualità è transitoria o definitiva?

Si parla spesso di omosessualità, di gusti sessuali particolari, di travestimento e di transessualità. Ma cos’è la bisessualità? Che differenza c’è con gli altri orientamenti sessuali?

La bisessualità è transitoria o definitiva?
© Getty Images

C’è una differenza sostanziale tra la bisessualità femminile e quella maschile, ma in linea generale si può dire che essere bisessuali vuol dire provare attrazione, fisica e mentale, verso persone sia del sesso opposto che del proprio.
Molti spiegano questo orientamento come la manifestazione di una omosessualità latente che è insita in ogni individuo, che però cerca di reprimerla a causa dei condizionamenti e delle convenzioni sociali che lo circondano. Un sinonimo di bisessualità può essere il termine ambisessuale o pansessuale, mentre altra cosa sono i trisessuali, persone che provano un’attrazione fisica/mentale verso persone del proprio sesso, di quello opposto e verso anche i transessuali.

Le ricerche di Kinsey sulla bisessualità

Albert Kinsey, che negli anni Quaranta e Cinquanta condusse una ricerca sulla percentuale di omosessuali nella popolazione maschile e femminile, ampliò i suoi studi analizzando anche il fenomeno della bisessualità. Il biologo, nonché sessuologo, elaborò una scala di valutazione a sette livelli che conduce da “completamente eterosessuali” a “completamente omosessuali”: ogni gradino corrisponde ad un grado più o meno elevato di entrambi i casi.
La bisessualità si collocherebbe per Kinsey al terzo gradino di questa scala, tra “prevalentemente eterosessuali ma con una forte componente omosessuale” e “prevalentemente omosessuali ma con una forte componente eterosessuale”. C’è da precisare che però l’individuo, indipendentemente dal grado che gli si attribuisce, è in grado di cambiare le sue preferenze sessuali nel corso della vita, spostandosi quindi di livello nella suddetta scala.

La considerazione sociale dell'essere bisessuali

Socialmente parlando, i bisessuali vengono spesso ignorati, sia perché sono numericamente ancora meno degli omosessuali, sia perché vengono visti come individui ancora incerti sulla loro sessualità e quindi non presi troppo in considerazione. È idea comune che questo orientamento sia passeggero o che conduca prima o poi ad una piena consapevolezza della propria eterosessualità o omosessualità. Inoltre, gli individui bisessuali sono stati spesso accusati di contagiare entrambi gli altri orientamenti con il virus dell’HIV, proprio a causa delle loro preferenze e vengono isolati dagli omosessuali in quanto li considerano non in grado di assumere una vera posizione.
È cronaca recente il caso della Lombardia: in questa regione c’è il maggior numero di sieropositivi in Italia (quasi 40mila, di cui 28mila uomini) con concentrazioni maggiori a Milano, Bergamo e Brescia. Ciò non dipende ovviamente dal numero di bisessuali nella regione, ma come sempre accade per le minoranze prese di mira in un determinato momento, l’accusa prende piede velocemente.

1 La bisessualità è transitoria o definitiva? - continua ►

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15/02/2011

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