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Il coming out

Coming out è un termine inglese che indica la volontà di dichiarare la propria omosessualità alla società, e letteralmente vuol dire 'uscire fuori' cioè 'uscire allo scoperto'.

Il coming out
© Getty Images

Il percorso per arrivare ad ammettere e a comunicare le proprie preferenze sessuali non è privo di ostacoli, bensì è il risultato di un cammino verso la consapevolezza del proprio essere, che può durare molti anni.
Nella fase della pubertà infatti, l’individuo è in grado già si percepire un’attrazione fisica ed emotiva verso qualcuno, ma non ha ancora coscienza della sfera sessuale vera a propria. Il problema della maggior parte delle società odierne è quello di considerare l’omosessualità ancora come un tabù: l’individuo si sente perciò intimidito da questo atteggiamento e sviluppa vergogna e stress per il suo stato seppur poco definito, che dalle persone che lo circondano è spesso condannato.

Quanti riescono a fare coming out?

L’omofobia è la causa più frequente dell’isolamento delle persone gay, che preferiscono chiudersi in se stessi piuttosto che manifestare la loro sessualità; quando poi riescono ad ammetterla e dichiararla agli amici (quasi sempre gli unici e i soli a saperlo, a discapito della famiglia) sviluppano un rapporto molto stretto con loro, considerandoli i loro confidenti rispetto ad una così intima e delicata.
Alcuni reagiscono invece fingendo: ci sono molti omosessuali che conducono una vita “normale” e che lasciano credere di essere eterosessuali, per poi vivere segretamente la loro sfera privata.  
La paura di essere rifiutati, di essere giudicati negativamente e di non meritare l’affetto delle persone che li circondano, porta questi individui a crearsi due identità diverse: una, quella pubblica, che condividono nel quotidiano, e un’altra, quella privata, visibile solo in alcuni momenti. Questo circolo vizioso che si crea porta l’individuo a sentirsi sempre più in difetto, appartenendo ad una minoranza denigrata in un mondo che considera “normale” solo l’eterosessualità.  La famiglia ha un ruolo decisivo su quel riguarda la percezione che l’individuo avrà del proprio orientamento: spesso i genitori considerano questo fenomeno come passeggero, insinuando nel ragazzo/a il dubbio di provare qualcosa di sbagliato.

Coming out e outing: differenze

Nella lingua italiana spesso si fa confusione tra i termini coming out e outing: il secondo viene spesso usato in maniera non corretta, indicando in realtà quello che è il significato dell’uscire allo scoperto. “Fare outing” è invece l’azione di dichiarare l’omosessualità di qualcuno non presente e senza il suo permesso o la sua volontà.

A che età avviene il coming out?

Non esiste un’età precisa per dichiarare la propria omosessualità. In generale, questo avviene quando la persona si sente pronta a confrontarsi con il mondo e ad accettare, sfortunatamente, eventuali critiche per il suo status. Come detto, il percorso di accettazione di se stessi e del proprio orientamento sessuale può essere molto lungo e doloroso: a volte si prende coscienza di sé durante l’infanzia, altre anche in età adulta, ma la decisione di dichiararsi al mondo presuppone una forza e un coraggio interiori che non dipendono dall’età.

Liberarsi dal pregiudizio e dalle convenzioni sociali e vivere serenamente, senza sentirsi “diversi” o “innaturali”, è molto più difficile di quanto si creda.

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15/02/2011

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