Home  
  
  
    Omosessuali si nasce o si diventa?
Cerca

Alla scoperta del piacere
Kamasutra
  • Tutte le posizioni
Omosessualità
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Omosessuali si nasce o si diventa?

Questo è l’interrogativo che ci si pone spesso riguardo tale orientamento sessuale. Esistono diverse teorie a riguardo, che approcciano l’argomento in modi molto diversi. Innanzitutto bisogna fare una premessa: non si parla di omosessualità quando questa è il risultato di alcune influenze esterne e condizionamenti terzi sull’individuo. Facciamo alcuni esempi: durante l’adolescenza, quando l’identità sessuale non è ancora solida, può capitare che ci si intrattenga in relazioni con lo stesso sesso senza per questo essere omosessuali. Tutto ciò fa parte di un periodo della vita in cui si sperimenta sia il proprio corpo che la sessualità a 360 gradi e in cui si prende coscienza di ciò che attrae oppure no.

Omosessuali si nasce o si diventa?
© Getty Images

Non si può parlare di omosessualità neanche nel caso in cui si abbiano rapporti sessuali dovuti a situazioni particolari (prostituzione) o in caso di disordini mentali in cui lo sfogo erotico non tiene conto del sesso dell’individuo con cui viene esplicitato. Un altro elemento che non incide sulla definizione di omosessualità è quando questa avviene in momenti o in casi in cui non ci sono altre possibilità di avere rapporti con un amante adatto, come accade spesso nelle carceri o in ambienti militari, molto chiusi e prevalentemente maschili. In tutti questi casi elencati si parla di omosessualità temporanea o circostanziale, e quindi non di vero orientamento sessuale

Omosessualità: la spiegazione scientifica e quella psicologica

L’omosessualità viene oggi considerata come una delle varianti del comportamento sessuale e affettivo dell’individuo e molti sono stati gli studi che si sono interrogati sull’origine di questo comportamento sessuale, arrivando a conclusioni diverse.
C’è chi pensa che l’omosessualità sia innata, altri che sia una conseguenza di alcune alterazioni ormonali o fisiologiche avvenute già nel feto, altri ancora pensano che la causa sia psicologica.
In questo caso l’origine deve essere andata a ricercare nell’infanzia e nell’adolescenza, momenti delicati nella formazione dell’individuo. In questo periodo si è fragili e nel caso in cui si fosse vittima di abusi o di violenze è molto facile sviluppare delle preferenze sessuali ed affettive diverse da quelle previste dal genere di appartenenza.
Infine c’è chi sostiene che l’omosessualità sia solo una valvola di sfogo di una bisessualità insita in tutti gli individui, repressa però dal contesto sociale e culturale.

Ad ogni modo, l’orientamento sessuale non può essere modificato, sia nel caso di omosessualità, sia in quello di eterosessualità, in quanto si andrebbe a sconvolgere quello che è lo stato psicologico, emozionale e fisico dell’individuo con conseguenze negative da molti punti di vista. È vero altresì che i gusti sessuali possono variare nel corso della vita, così come possono restare sempre ben definiti per anni, e presentano molte sfaccettature. Numerose associazioni psichiatriche più importanti al mondo sono unanimi su questo argomento, come l’American Psychological Association, l’American Psychiatric Association e l’Australian Psychological Society.

Gli studi clinici sull'omosessualità

Sono stati spesso condotti degli studi sui gemelli per cercare di chiarire il meccanismo che porta una persona a diventare omosessuale. È stato scoperto che tra i gemelli monozigoti quando uno dei due è gay, l’altro ha più del 50% delle probabilità di essere gay; per quelli eterozigoti la percentuale scende al 22%, mentre nei fratelli non gemelli la percentuale precipita al 13%.
Inoltre, durante l’infanzia può svilupparsi quello che viene chiamato Childhood gender nonconformity, ovvero una non conformità tra il sesso “visibile” e quello invece “mentale”: 3 bambini su 4 che presentano questa non conformità diventano omosessuali da adulti.
Scientificamente, l’omosessualità viene spiegata come un’alterazione a livello dei patrimonio cromosomico dell’individuo. Uno di questi in particolare, l’Xq28, determina la possibilità o meno di diventare gay ed è trasmesso da parte materna. È la donna infatti a passare al figlio tale predisposizione e l’Xq28 sortisce due effetti diversi negli individui: negli uomini, come abbiamo detto, sviluppa l’omosessualità, mentre nelle donne la fecondità.

Essere omosessuali: e l’evoluzionismo di Darwin?

Secondo la teoria dell’evoluzione di Darwin, ogni carattere positivo al mantenimento della specie umana viene conservato e perfezionato col tempo, mentre i caratteri che non vengono considerati utili alla specie o dannosi sono fatti scomparire. La domanda quindi sorge spontanea: com’è possibile che l’omosessualità, che non consentirebbe tecnicamente di procreare, sia ancora presente nell’uomo inteso come specie animale?
Si può rispondere in due modi. Il primo, meramente evoluzionistico, è che essendo gli individui omosessuali una minoranza, ciò non presenterebbe un pericolo per la prosecuzione della specie e quindi tale caratteristica viene “ignorata” da Madre Natura che non agisce nel senso di farla scomparire.
Un’altra risposta è di carattere ancora scientifico: il cromosoma Xq28 favorisce l’omosessualità ma soprattutto rende le donne più feconde e ricettive nei confronti del sesso maschile, fenomeno che consente quindi di avere una prole numerosa. Questo va a favore della specie e quindi viene mantenuto nel patrimonio genetico umano.

In conclusione si può affermare che l’omosessualità si sviluppi sia per cause psicologiche ed ambientali sia per cause genetiche, fornendo quindi una risposta più che esaustiva al nostro interrogativo.

Commenta
15/02/2011

Per saperne di più:


Newsletter

Forum Sesso

Test consigliato

Ti tradisce?

Test coppia

Ti tradisce?