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L’omosessualità ieri e oggi

Le preferenze sessuali degli individui possono essere molto diverse. Ci si può sentire attratti sia dalle persone del sesso opposto sia da quelle dello stesso. In questo caso si parla di omosessualità; omios in Greco vuol dire “simile”, mentre al contrario heteros vuol dire “diverso”.

L’omosessualità ieri e oggi
© Getty Images

Il termine omosessualità è onnicomprensivo: indica non solo l’atto sessuale in sé tra persone dello stesso sesso ma anche il coinvolgimento emozionale e romantico che scaturisce durante questo tipo di relazione. È stato coniato nel 1869 per soppiantare termini meno imparziali che spesso venivano utilizzati per dare una connotazione negativa al fenomeno, come pederastia (intrattenere una relazione erotica con un adolescente all’infuori della cerchia familiare) o vitio nefando; in Italia il termine arriva alla fine dell’Ottocento ma inizia ad essere utilizzato nel linguaggio comune trent’anni più tardi.  

Quando e dove nasce l’omosessualità?

Non si può effettivamente determinare una data di nascita di questo fenomeno, ma abbiamo molte testimonianze storiche di quanto l’omosessualità fosse diffusa nelle popolazioni del passato.
Nella Grecia antica la ricerca del bello non faceva caso al sesso e l’omosessualità, così come la pederastia: queste erano pratiche piuttosto diffuse, soprattutto nelle classi più agiate. Quando un ragazzo veniva preso come allievo da un uomo più maturo, che gli insegnava le arti della caccia e della guerra, questi in segno di riconoscenza gli si offriva sessualmente. In questo modo il giovane veniva iniziato all’età adulta e poteva definirsi finalmente un uomo.
Nell’antica Roma invece la sessualità in genere veniva vissuta a tutti i livelli sociali, ma iniziò ad essere praticata solo dopo l’influenza della cultura greca. Prima veniva addirittura condannata perché andava contro quella che era la morale comune.
In entrambi gli imperi vigeva una legislazione che non vietava l’omosessualità ma piuttosto giudicava l’individuo in base al ruolo che ricopriva nell’atto sessuale: attivo o passivo. Il secondo era considerato atto di sottomissione nei confronti dell’altro e giudicato negativamente.
Sono passati alle cronache i casi di omosessualità di Adriano e quello della bisessualità di Cesare. Più tardi, con Giustiniano e Costantino, l’omosessualità fu condannata e vietata in ogni sua espressione, probabilmente a causa dell’affermazione della religione cristiana nell’impero.

In Oriente, soprattutto in Cina, l’omosessualità era praticata anche e specialmente dagli imperatori di numerose dinastie regnanti, così come in Giappone.
In Africa i rapporti tra persone dello stesso sesso erano molto diffusi, anche nelle donne, ma questa pratica scomparve con la colonizzazione europea del continente. La più antica raffigurazione della prima coppia omosessuale della storia è quella del dipinto ritrovato non lontano dalla città del Cairo, in Egitto, datato 2400 a.C. L’illustrazione mostra due ragazzi, Khnumhotep e Niankhkhnum, abbracciati in un modo intimo e romantico, così come erano raffigurate le coppie etero negli altri dipinti.

Anche nelle popolazioni dell’America del sud l’omosessualità era abbastanza diffusa. Dopo l’invasione degli Spagnoli, e la diffusione degli ideali religiosi, molti indigeni locali vennero messi al rogo e uccisi a causa del loro comportamento considerato sconveniente dai conquistadores.

1 L’omosessualità ieri e oggi - continua ►

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15/02/2011

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