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L'orgasmo anale

La pratica anale nei giochi amorosi può essere circondata da molte apprensioni, addirittura da tabù. Eppure questa zona erogena offre una vasta gamma di sensazioni. Preliminari e stimolazioni erogene sono fortemente raccomandate per raggiungere il settimo cielo! Coralie Trinh Thi, autrice di “Osare la sodomia”, ci offre alcuni consigli intimi per raggiungere l’orgasmo anale.

L'orgasmo anale
© Getty Images

Il sesso è una zona di libertà in cui ognuno può esplorare le sue fonti di piacere. La sodomia ne è una, ma è ancora un tabù! Per divertirsi in tutta sicurezza sotto il segno del piacere, è meglio conoscere questa zona erogena e le tappe da superare per un coito “riuscito”. Ex pornoattrice, coregista del film “Baise-moi” di Virginie Despentes, e autrice di numerosi romanzi, Coralie Trin Thi ci confida la sua visione senza complessi e il suo parere da esperta.

Perché l'orgasmo anale?

“In realtà si tratta di una zona erogena più completa di altre che offre una vasta gamma di sensazioni”, assicura Coralie Trinh Thi. Alcune precisazioni: tutta la zona anale esterna e interna è fortemente vascolarizzata e innervata. Le sue terminazioni nervose “interne” captano in maniera particolarmente sensibile le sensazioni di pressione e di distensione… mentre quelle esterne captano gli sfregamenti e i cambiamenti di temperatura.

Il che significa che l’ano è fisiologicamente “molto” adatto a procurare un orgasmo attraverso ogni tipo di stimolazione: digitale, orale o coitale.

D’altra parte, da un punto di vista strettamente fisiologico, le zone anali e genitali costituiscono un unico gruppo anatomico. Hanno infatti un’origine comune dallo sviluppo fetale e condividono le stesse strutture nervose e vascolari. “Si può addirittura arrivare ad affermare che tutti gli orgasmi sono anali perché questi muscoli si contraggono fatalmente nell’istante preciso, qualunque sia la fonte di piacere sollecitata”, precisa la nostra esperta. Vale a dire che questa zona sembra offrire un prezioso lasciapassare per il piacere.

Sesso anale: l’importanza dei preliminari

L’ano è un organo sessuale fondamentale, ancora poco conosciuto. Bisogna addomesticarlo. È importante innanzitutto restituire a questa zona il suo potenziale erotico. La nostra scrittrice ed esperta ci indica qualche pista da seguire.

• L’anilingus. È la stimolazione dell’ano con la bocca e con la lingua, chiamato anche fiore dell’ano o foglie di rosa. È senza dubbio uno degli atti più tabù che esistano dato che è l’ultimo posto in cui penseremmo di posare le labbra… Tutti i giochi sono possibili, a condizione naturalmente di rispettare alcuni principi di sicurezza, l’ano resta l’ultima zona in cui deve attardarsi la lingua… e non dimenticare che occorre evitare la trasmissione di germi verso la zona vaginale.

• Il massaggio. Cerchi un buon modo per far rilassare il tuo partner… Coralie Trinh Thi è chiara: “Massaggiare la schiena, i reni, i glutei, la nuca, sono tutte attenzioni per metterlo a suo agio”. Dopo un massaggio sensuale, la donna può essere illanguidita e aperta, disponibile a qualsiasi fantasia.

• Un dito di piacere. L’ano è un organo pansessuale, che apprezza tutte le gamme di stimolazioni. Tuttavia è consigliabile non andare subito dritti allo scopo! “Inizia con un massaggio, bacia il bacino o i glutei, scivola lungo la fessura del fondoschiena”, insiste la nostra esperta di erotismo. Puoi anche indugiare sulla zona perineale, senza però trascurare il clitoride. Una semplice pressione in questo punto (situato tra il sesso e l’ano) può avere un effetto fulminante. Si tratta di riscaldare tutta la zona genitale e fare in modo che, insieme all’asse pelvico, sia inondata di sangue… Solo successivamente potrai “lubrificare le dita e accarezzare l’ano. Gioca, picchietta, massaggia formando dei cerchi, dal basso verso l’alto”, prosegue Coralie. Con delicatezza!

Via al coito anale

Prima di qualsiasi tentativo di penetrazione, assicurati che il partner o la partner siano sufficientemente dilatati, lubrificati e consenzienti. Affinché la sodomia avvenga nelle condizioni migliori, occorre avere stabilito un patto di fiducia. “Lui deve essere pronto a ritirarsi in qualsiasi momento!”, avverte Coralie. Un coito interrotto è meno traumatizzante di un coito doloroso. E, se siete costretti a interrompere… procuratevi il piacere in un altro modo, così da non associare la sodomia al fallimento.

Lubrificare è la parola chiave! “Ricorda: non sarà mai abbastanza”, avverte l’ex pornodiva. Altro dettaglio da non sottovalutare: è un rapporto che richiede dolcezza e progressività… Quindi dovrà evitato qualsiasi movimento brusco, e la penetrazione dovrà essere sicura e continua, il che non è in contraddizione con qualche pausa. “Gli sfinteri devono acclimatarsi, una volta che sono rilassati, continuate!”, raccomanda la specialista. Infine, fate tutte le pause necessarie e dialogate. Approfitta di questi momenti di va e vieni, lenti, dolci o frenetici che siano, per stimolare il clitoride della tua partner. Le sensazioni saranno decuplicate per entrambi i partner.

Catherine Maillard

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16/07/2013

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