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Piacere e linguaggio

A di “ancora”, b di “bagnata”, c di “continua così”… Un glossario? Quasi, una sorta di lista delle parole da dire in certi luoghi e in certe occasioni; un vasto repertorio erotico che lascia ampio spazio alla fantasia. Si chiama “dirty talk” ovvero l’arte di parlare sporco. Vuoi stupirlo? Coinvolgilo in un gioco di seduzione e scopri con Doctissimo come, quando, fin dove osare con le parole per trasformarti in un seduttore verbale.

Il linguaggio del piacere
© Getty Images

Parole, gemiti, sussurri, respiri: tutto rientra nel gioco della seduzione. L’alchimia si crea coinvolgendo i sensi: dal tatto all’olfatto, dal gusto alla vista passando per l’udito. Quest’ultimo, purtroppo, spesso dimenticato. Non tutti lo sanno ma il linguaggio erotico a letto può divenire l’alleato per ritrovare una vita sessuale più soddisfacente. Ma, attenzione, quando si decide di aprire bocca sotto le coperte, è importante scegliere la parola giusta. Bastano poche sillabe ben pronunciate per accendere la miccia della passione.

La comunicazione a letto migliora il sesso?

Non tutti riescono ad abbandonarsi alle parole del sesso nell’intimità. Il pudore, i freni inibitori, la vergogna e la paura del confine tra sessuale e volgare, interferiscono sulla libertà con cui si vive il rapporto fisico. A rivelarlo una ricerca americana realizzata in Ohio alla Cleveland State University. Dallo studio condotto su 207 persone - 88 studenti e 119 utenti del web di età media 29 anni- è emerso che gli individui che si sentivano più a loro agio e riuscivano a “parlare sporco”, avevano una più alta autostima e una vita sessuale più soddisfacente rispetto a chi viveva la comunicazione verbale a letto con apprensione. Che il dirty talk sia il segreto per una vita sessuale migliore, non ci è dato sapere. Sta di fatto che la capacità di riuscire a usare una parola spinta in un contesto in cui è permessa, è una competenza che tutti, chi più chi meno, dovremmo riuscire a sviluppare- così ha affermato Elizabeth Babin che ha diretto lo studio.

Il dirty talk, dall’ufficio alla camera da letto

Chi non lo conosce pensa che il dirty talk altro non sia che una sequela di espressioni forti pronunciate durante il rapporto seguite da sculacciate o frustrate masochiste. Niente di tutto ciò. In barba a stress e monotonia, il dirty talk riaccende la libido: basta modificare il lessico per un momento e sedurre, svelando quell’immaginario erotico che quasi sempre viene represso perché sentito come una perversione. Spogliato della connotazione negativa che lo lega alla sfera della volgarità, il dirty talk rientra a pieno titolo tra i preliminari e, a differenza dei preliminari “pratici”, si può provocare l’eccitazione anche a distanza e in absentia. In che modo? Il giovamento viene dalle parole usate nel gioco di seduzione che può iniziare anche ore prima rispetto al momento clou in cui si consumerà il rapporto. È un godimento graduale: prima mentale, poi fisico. Così se sei in ufficio e vuoi distrarti un momento, inizia a giocare: inviagli un messaggio spinto raccontando cosa gli faresti se fosse lì con te; chiamalo e sussurra frasi impensabili fuori dalla vostra alcova; spedisci una mail con vivide descrizioni e particolari hot. Il cyber sex sarà il tramite per svelargli quale posizione del kamasutra vorresti provare, quali sono le zone erogene che vorresti fossero stimolate, come raggiungeresti l’orgasmo più facilmente, oltre agli espliciti preliminari che sei sicuro/a ti farebbero perdere la testa. Le parole del sesso, ben tarate, vi guideranno alla scoperta del piacere, risvegliando un eros che, in genere, in ufficio, a quell'ora dorme.

Parla sexy, fa bene

Il parlar sporco, in realtà, non è da tutti e per molti rappresenta un vero e proprio punto di svolta nella vita di coppia. Per darsi al dirty talking due elementi sono fondamentali: la complicità col partner e la voglia da parte di entrambi di abbandonarsi a un linguaggio verbale alquanto insolito. Il dirty talk non è una pratica amata da tutti, bisogna dunque che il livello di confidenza nella coppia sia molto alto; che a entrambi piaccia e porre dei limiti (parolacce sì, ma con tono moderato). È necessario che si vincano inibizione e timidezza, essere di larghe vedute, avere una buona autostima e soprattutto non abusarne: una tantum è bello, ma parlare sporco ogni qual volta si ricerchi il piacere, alla lunga potrebbe stufare e perdere le magiche virtù fin qui decantate.

Le parole che non ti ho ancora detto

Se la parola va alla donna, il consiglio è quello di vantare le doti fisiche del partner: se elogi le “dimensioni”, lo farai impazzire: “E’ così grosso!”, “Lo voglio nella mia bocca!”. Valorizzare le doti fisiche dell’uomo ha un potere afrodisiaco superiore a tanti altri gesti preliminari. Allo stesso modo, l’uomo adora quando la donna prende una posizione, sia che voglia essere sottomessa o dominare, il gioco di ruoli lo manda su di giri: “Usami!”, “Fai di me quello che vuoi!”, “Sì, padrone”, “Oggi decido io. Zitto e non parlare!”.

Dalla semplice domanda: “Cosa vuoi che ti faccia?” all’ordine: “Lasciami giocare con i tuoi gioielli!”; dall’esortazione: “Sono pronta, che aspetti a prendermi…” ai comandi: “Baciami il seno”, “Continua, più forte” all’esplicito “Togliti i pantaloni!”; la lista è infinita, l’importante è trovare la formula adatta. E in fondo, non è così difficile.


Se l’oratore è l’uomo, ben vengano tutte le perifrasi con cui si intende il cunnilingus (“Ora ti bacio!”, “Fatti leccare!”); si potrà palesare il desiderio: “Ti voglio, adesso!”; una richiesta: “Allarga le gambe e fammi entrare”, o fingere stupore: “Sei tutta bagnata”. E ancora “Le tue chiappe mi fanno impazzire”, “Adesso ti strappo i vestiti di dosso”, per finire col più intimo: “Sei mia e tu, lo senti che sono tuo?” cui seguirà molto presumibilmente il climax ascendente del “Sì, sìì, sììì”.

… E quelle che mai ti dirò

Parlare sporco è dunque un modo come un altro per esprimere i propri desideri facendo cadere i freni inibitori. Se fatto bene e al momento giusto, è anche la maniera migliore per eccitare il partner. Se si sbaglia espressione, però, il pericolo defaillance è in agguato. Ecco alcune frasi da non dire mai:
• “Sei dotato quasi quanto il mio ex!” (Fare paragoni è di cattivo gusto);

• “Oh, mi spiace per te ma io sto già godendo!” (Denota egoismo);
• “È la tua prima volta, vero?” (Stai implicando che il partner non è preparato); 

• “Sbrighiamoci, la partita sta per cominciare!” (Anteponi l’hobby al rapporto, come se il piacere derivato dalla visione della partita fosse più importante);
• “E pensare che ci stavo provando con la tua amica, cosa mi sarei perso…” (Passi per un latin lover insensibile);

• “Aspetta un momento, vado in bagno e torno!” (L’impellenza corporale ammazza la libido, meglio pensarci prima!)
• “Sei più pelosa di una scimmia/ C’è una foresta qui!” (La depilazione costituisce già di per sé un problema per la donna, potresti mortificarla con un commento poco carino come questo).

E ancora, vietato ridere di fronte alla nudità dell’altro o concentrarsi sui difetti fisici, così come darsi a conversazioni su argomenti poco graditi dall’una o dall’altra parte, tipo? “Voglio passare il resto della mia vita con te! Domani ti presento i miei!”.

Parliamo dirty?

Se sei riluttante a questa nuova pratica e credi che il tuo linguaggio vada già bene così; prima di giudicare, prova a esplorare il potenziale offerto dal parlare sexy. Paroline forti, modi di dire di ieri e di oggi, nomignoli allusivi e piccanti. Questa sera preparati a usare bene la bocca, il piacere si raggiunge a suon di… parole, quelle che fanno bene al sesso.

Fonti:

An examination of predictors of non-verbal and verbal communication of pleasure during sex and sexual satisfaction, Elizabeth A. Babin, Journal of Social and Personal Relationships, Published online before print August 9 2012 (abstract available online)

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17/10/2012

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