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La cintura di castità: l'origine di un mito

Articolo sadomaso sempre in voga per i giochi sessuali tra adulti consenzienti, la cintura di castità attrae soprattutto i seguaci del bondage. Ma da dove deriva questo fascino e qual era il suo uso in origine? Leggiamo le risposte del sessuologo Jean-Claude Piquard, che ci accompagna alla scoperta di questo oggetto, tra mito e realtà.

La cintura di castità
© Getty Images

L’origine del mito della cintura di castità potrebbe risalire all’epoca del Medioevo, quando i crociati dovevano combattere per la loro guerra santa per mesi e mesi, se non per anni, lontani dalle loro spose. Per assicurarsi le fedeltà di queste ultime, l’unico mezzo a loro disposizione era imporre loro di portare la suddetta cintura. Questa si componeva di una banda che circondava la vita e di una placca di metallo che copriva interamente i genitali, dotata di due orifizi per soddisfare i bisogni naturali. “Non c’è bisogno di dire che doverla indossare per così tanto tempo dava origine a seri problemi di igiene”, commenta il sessuologo Jean-Claude Piquard, che sostiene la tesi del mito.

L’origine della cintura di castità: tra giuramento di fedeltà e protezione

Nessuna traccia prova l’esistenza della suddetta cintura durante il Medioevo, perciò si è portati a collocarla nel registro delle fantasie. Un testo del XII secolo della poetessa Marie de France potrebbe però indicarne le prime apparizioni. In questo testo si legge che l’eroe Guigemar annoda una cintura alla vita della ragazza e lei fa un nodo alla sua camicia, che è all’epoca l’indumento più a contatto con il corpo. Questo atto simboleggia un contratto di castità tra i due amanti. È solo nel 1400 che ritroviamo modelli più simili alle nostre raffigurazioni. Uno di questi è esposto al Museo delle torture medievali di San Gimignano. La legenda che lo accompagna descrive diverse interpretazioni riguardo al suo uso. “La più sorprendente è di certo l’uso della cintura di castità come protezione dalla violenza sessuale in caso di assenza prolungata del partner”, fa notare il sessuologo. Del resto, in un diario di viaggio del 1405 di Konrad Kyeser, il Bellifortis, sono state ritrovate alcune illustrazioni i cui scritti confermano l’uso di queste “mutande di metallo per signore”, indossate per scoraggiare gli stupratori. Altre interpretazioni più convenzionali la propongono come un regalo da parte del marito alla moglie per incoraggiarla a essere fedele.

La cintura di castità per combattere la masturbazione

Le cinture avevano anche lo scopo di impedire la masturbazione”, ricorda Jean-Claude Piquard. Un uso che si deve al caro e famoso Dott. Tissot che, nel 1750, lancia la condanna della masturbazione con il suo libro L’Onanismo. Una corrente di pensiero condivisa in Paesi protestanti come la Germania, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, ecc. In seguito, nel 1875, il Dott. Fournier, nel suo Trattato delle malattie causate dall’onanismo, conferma che si tratta di una cattiva abitudine che, una volta sradicata, dovrebbe permettere di spegnere certi impulsi. Ciò dimostra che le affermazioni di questo medico svizzero hanno fortemente influenzato la sua epoca, così come quelle successive. Pertanto la presenza delle cinture di castità si ritrova nel catalogo dell’American Hygiene nel 1906/1910, specializzato nella fabbricazione e nella diffusione di confort sessuali. Le cinture sono consigliate per lottare contro l’onanismo, descritto come “quel vizio fatale della giovinezza che squilibra tanti cervelli e scombina tante costituzioni fisiche”.

Cintura di castità e giochi BDSM

Ai giorni nostri, la cintura di castità ritrova il suo posto tra i giochi BDSM (Bondage Disciplina Sadismo Masochismo), e si arricchisce della versione maschile. Il principio è piuttosto semplice: privare il proprio (o la propria) partner di avere rapporti sessuali per un certo tempo per aumentarne il desiderio. Solo colui che possiede la chiave del lucchetto potrà deciderne le sorti. In commercio esistono accessori in cui il metallo se la gioca con la plastica e il cuoio; i colori possono variare e vanno dal rosso al nero, al rosa shocking. Le più “hard” sono dotate anche di vibratore, semplice o doppio, che rendono ancora più complessi i legami tra desiderio e repressione. Alcune versioni maschili, molto numerose, si trovano anche in legno. Si trovano principalmente nei negozi feticisti o su Internet. Una cosa è certa: il desiderio di castità sembra suscitare ancora molte fantasie!

Catherine Maillard

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15/01/2014

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