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Sesso: se la donna prende l'iniziativa

La dimensione femminile della sessualità suscita ancora molti interrogativi. Definirne i contorni e le capacità può permettere di amarsi in modo diverso. A una condizione, naturalmente: “iniziare” non implica la rinuncia agli slanci focosi di un approccio più maschile, serve anzi ad arricchirli. La parola a Diana Bellego, psicoterapeuta.

Se la donna prende l'iniziativa
© Getty Images

La nozione di donna “iniziatrice” in un rapporto carnale è circondata da molti misteri. Affascina alcuni, ma può spaventare altri. E le domande sorgono spontanee. Cos’è una donna iniziatrice? Cosa ne è del posto dell’uomo e cosa cambia nella sessualità? Prima di qualsiasi tentativo di definire oltre gli arcani della sessualità del XXI secolo, Diana Bellego, psicoterapeuta e animatrice di stage di tantra, tiene a precisare che: “La sessualità iniziata dalla donna, non ha l’intenzione di sostituire quella prettamente maschile, con la sua foga e i suoi ardori, ma di arricchirla!”. La diversità tra i sessi è sempre sexy!

Sesso e virtù femminili

“Ogni donna porta in sé il segreto dell’unione con l’uomo”, scrive Caterina Delorme, psicoterapeuta e animatrice di stage di tantra. Dietro il termine “iniziatrice” si profila un invito a esplorare una sessualità basata maggiormente sui valori del femminile, laddove la forza imperiosa di un desiderio sessuale maschile farebbe volentieri a meno di preliminari e altre stupidaggini.

La dimensione femminile è ancora percepita poco o male. Si basa su valori come l’accoglienza, la dolcezza e l’interiorizzazione. Non vengono viste come virtù sdolcinate, ma come punti di forza nel cuore della sessualità. E talvolta è proprio là che sorgono i problemi. “Più interiorizzata e maggiormente improntata alla lentezza, l’esperienza può spaventare l’uomo che deve rinunciare, solo per un momento, a una forma di eccitazione”, osserva Diana Bellego.

Sessualità e intimità

Una delle chiavi per esplorare l’universo femminile consiste nell’andare verso sensazioni più intime, cioè verso il contatto con se stessi. Noi abbiamo l’abitudine (soprattutto gli uomini) di puntare sull’eccitazione, con uno scopo da raggiungere: l’orgasmo. Accompagnato dal piacere e da un profondo stato di distensione. E se più che una frenesia sessuale dimostrativa, ci mettessimo all’ascolto delle sensazioni corporee? “Invece di compiere gesti per eccitare le nostre zone erogene, bisogna lasciarsi scuotere dall’ascolto intimo del proprio corpo”, spiega Diana Bellego. “Il corpo, guidato dal desiderio del cuore, si impegna in questa parata amorosa. Come una danza in cui le mani sanno dove accarezzare, il ventre come posarsi, così come le labbra”, precisa la nostra esperta di tantra. L’altro diventa il prolungamento di sé e non più una sorta di proiezione che si cerca di avvicinare a sé.

Preliminari divertenti

Nessuna rivoluzione è avvenuta in un giorno. È molto probabile che il “maschio” più rude e desideroso di abbandonarsi ai fuochi d’artificio del testosterone, si ribelli. “La dimensione ludica può provocare un cortocircuito all’angoscia del “non sento granché”, rassicura Diana Bellego. Per tuffarsi in una dimensione erotica più giocosa, si può far ricorso al proprio istinto animalesco, “non alla donna pantera o tigre, dominatrice e seduttrice, ma a quella parte selvaggia che fa da eco all’energia spesso nascosta nel nostro corpo, che chiede solo di esprimersi”, precisa la terapeuta. Quel lato che fa emettere suoni, strofinamenti, che ci fa agitare e giocare… Il suggerimento: provocare nell’altro la voglia di andare a conoscere quella donna!

Sesso, intimità e sensualità

Più che fare l’amore, si tratta soprattutto “di ascoltare il desiderio di unione della yoni (sesso femminile) e del lingam (sesso maschile)”, raccomanda Diana Bellego. Spiegazione: noi non siamo abituati a sentire. Eppure, da un ascolto profondo del nostro corpo, può emergere l’evidenza che i nostri due sessi sono fatti per incontrarsi. In uno slancio simile agli sguardi che si lanciano due amanti, per esempio, senza affannarsi, né possedersi, come se vi fosse una scossa elettrica.

Il sentimento di riconoscimento che tutti gli innamorati si scambiano con lo sguardo è chiamato a viversi nell’intimità del corpo, tra la yoni e il lingam. La chiave per accedere a questa esperienza profonda? “Ci si può aiutare con la respirazione e con movimenti lenti e profondi che predispongono al momento presente”, suggerisce Diana Bellego.

La dimensione femminile della sessualità come terreno di esplorazione non si può avere al comando… Occorre metterla in atto nel quotidiano. “Sin dalla mattina, al risveglio, un semplice buongiorno di coccole, accogliente, può dar luogo a un altro approccio sensoriale”, sostiene Diane. Per esempio si può prendere il caffè tenendosi per mano, oppure dandosi un bacio tra un sorso e un altro… Aprirsi al sensoriale può avvenire gustando e assaporando… E questo non richiede necessariamente più tempo! Riutilizzare questa dimensione dipende poi dal senso di responsabilità di ognuno.

Catherine Maillard

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05/08/2013

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