Home  
  
  
    Educazione affettiva e sessualità
Cerca

Alla scoperta del piacere
Kamasutra
  • Tutte le posizioni
Alla scoperta del piacere
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

L'educazione affettiva per una sessualità sana

Anche se oggi la sessualità femminile sembra essere sempre più libera, non è tutto così semplice e molte cose si decidono già in tenera età. “Sono le donne e le madri a detenere le chiavi della futura sessualità di una bambina. Tocca a loro trasmettere la nozione di piacere e di appagamento alle loro figlie”, afferma D. Flaumenbaum, autrice del libro diventato culto Donna desiderata, donna desiderante. Una missione alquanto difficile, dato che non è detto che loro stesse abbiano ricevuto le chiavi…

Educazione affettiva e sessualità
© Getty Images

Più che una questione di tecnica da imparare, il godimento deriva dalla nostra capacità di abbandonarci con fiducia sia alle sensazioni che ci attraversano, sia al nostro partner. Uno strumento che si acquisisce sin dalla più tenera età, tra 0 e 3 anni, per la precisione. “I baci, le carezze, le cure prodigate da una mamma verranno percepite come un corpo a corpo affettivo caloroso e piacevole, capace di imprimere una memoria cellulare che aprirà (più facilmente) le porte del piacere in futuro”, spiega Danièle Flaumenbaum. In uno slancio d’amore spontaneo e rispettoso, senza essere né soffocante, né assente, la madre avvolge la neonata di sensazioni piacevoli, dandole così in seguito il gusto per i preliminari, consentendo, attraverso il dono e l’abbandono, l’erotizzazione di tutta la superficie esterna della pelle…

La coscienza del proprio sesso: accogliere e ricevere

Più tardi, tra i 3 e i 7 anni, la bambina sperimenterà l’integrazione del suo sesso. “Quando le ascoltiamo, alcune dicono di avere un buco e un bottone”, scriveva Françoise Dolto. Non appena si pone la questione attorno alla sessualità, e questa si pone sempre, è necessario informarle. Per Danièle Flaumenbaum, “una mamma deve spiegare alla sua bambina che il suo sesso è all’interno del corpo, ed è per questo che non si vede”. Il modo in cui il sesso in generale e quello della bambina in particolare è considerato nella famiglia naturalmente influenzerà la sua futura sessualità. La sola nozione igienista non basta. È importante spiegarle che il sesso della mamma è il luogo che le ha dato la vita, e che l’incontro dei due sessi si è prodotto nel suo corpo. Questo discorso le permetterà di appropriarsi della sua zona genitale. La nostra esperta è chiara: “Il rapporto con il piacere durante la penetrazione dipende da questa tappa fondamentale, in caso contrario ne potrebbe derivare un gran numero di patologie”.

Rompere la regola del silenzio

Se queste tappe non vengono rispettate, ed è spesso il caso, non è il caso di farne un dramma. In realtà le porte del piacere possono aprirsi in qualsiasi momento… quando si libera la parola e si provano sensazioni. “La difficoltà deriva soprattutto dal fatto che (probabilmente) le donne di 40 anni e oltre da bambine non hanno ricevuto questo tipo di trasmissione e la loro sessualità si è costruita attorno a molte proibizioni”, osserva Danièle Flaumenbaum. Vergognarsi o sentirsi in colpa non serve a niente, la cosa importante è ripristinare quella trasmissione. Lo scoglio da evitare è rivolgersi alla propria figlia come a una complice o a una confidente: basta parlare con semplicità e autenticità, avendo come obiettivo principale quello di permetterle di accedere al genio del suo sesso (secondo la formula di Dolto). In che modo semplici parole possono avere tanto effetto? “Questa legge del silenzio attorno alla sessualità produce inibizioni che frenano l’accesso al piacere e a una sessualità appagante”. La parola è profondamente liberatrice e fondatrice. Se con la propria madre risulta troppo difficile parlare, esistono oggi molti circoli femminili attorno al tema della sessualità che consentono di dire la propria e di ascoltare le parole di altre donne!*

Conseguenze dei problemi di trasmissione

Come ginecologa ho ricevuto molte pazienti affette da vulvite, vaginite, salpingite, ovarite…”, elenca la dottoressa. Tutte patologie che potrebbero essere legate, al di là dell’aspetto fisiologico, a una mancanza di coscienza del proprio sesso interno, della vagina, dell’utero. Il che implica una certa ignoranza e difficoltà a ricevere la potenza del sesso maschile dentro di sé. In questo caso la penetrazione può essere circondata da paura, dolori, ma anche infiammazioni o assenza di sensazioni. Sono molte le donne che sostengono di non provare più desiderio per l’uomo che hanno scelto. Spiegazione di Danièle Flaumenbaum: “Quando non s’incontra il piacere, come probabilmente è stato per le nostre madri e le nostre nonne, la sessualità può essere accompagnata da sensi di colpa (perché non se ne ha voglia), da disgusto (perché ci si sente obbligate) o anche da vergogna (perché non ci sente normali)”. Le cifre: secondo uno studio pubblicato nel 2011 da Philippe Brenot (Les femmes, le sexe et l’Amour, ovvero Le donne, il sesso e l’amore), questi disturbi del desiderio riguardano il 30% delle donne Togliere questi lucchetti interni è fondamentale! La liberazione sessuale è ormai avviata e, se oggi parlarne tra amiche è più naturale di una volta, c’è ancora un passo fondamentale da compiere: liberare la parola tra madre e figlia. La trasmissione è al centro di una sessualità appagante: renderla positiva e strutturante dipende solo da noi!

Catherine Maillard 

Commenta
25/09/2013

Per saperne di più:


Newsletter

Forum Sesso

Test consigliato

Ti tradisce?

Test coppia

Ti tradisce?