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La grande storia delle mutandine

Rimaste a lungo una prerogativa riservata agli uomini, le mutandine sono diventate in 50 anni un accessorio esclusivamente femminile. Dopo aver sopportato per molto tempo di trascurare la loro igiene intima, alla fine le donne sono riuscite a conquistare il diritto alla comodità. E, così facendo, hanno scatenato le fantasie degli uomini riguardo a questo oggetto erotico che li fa impazzire tutti. Come dire, il contenitore diventa importante quanto il contenuto.

La storia delle mutandine
© Getty Images

Nel 1918, Etienne Valton, proprietario del maglificio di Troyes Petit Bateau, inventa mutande corte per bambini in cotone, non immaginando di essere all’origine di una vera e propria rivoluzione nell’abbigliamento. Fino a quel momento le mutande erano state un indumento ampio, poco pratico e di lana, e, soprattutto, riservate esclusivamente agli uomini. La storia delle mutande s’intreccia dunque con la conquista del diritto alla comodità femminile.

Dai mutandoni maschili alle mutandine

"Portare i mutandoni": l’espressione deriva dai tempi in cui i mutandoni, a partire dal Rinascimento, erano un capo di abbigliamento prettamente maschile. Pantaloni stretti e corti fino al ginocchio sotto i quali non si porta niente. Durante l'Ancien régime la biancheria intima non esisteva ancora e,per proteggere le parti intime,i due sessi dovevano accontentarsi di camicie molto lunghe. All’epoca si riteneva che indossare biancheria intima troppo stretta fosse volgare e poco igienico. I medici sostenevano che bisognasse lasciare passare l’aria nelle parti intime in modo da non sviluppare malattie. Solo le donne anziane, gli operai e i bambini portavano indumenti intimi contro il freddo.
Bisognerà aspettare il XIX secolo prima che le donne comincino a portare mutande, versione intima di quelle portate dagli uomini. Sotto le loro ampie gonne e crinoline, le donne indossavano spesso sottane come biancheria intima. Invece i bambini e gli uomini,per proteggersi,portavano pantaloni sotto gli abiti di cotone. L’immagine di questo capo di abbigliamento non era certo tra le più virili.
Tuttavia, le esigenze diventavano sempre più pressanti. La moda e gli igienisti imposero allora a tutti pantaloni corti sotto gli indumenti e, per una maggiore praticità nella vita quotidiana, sempre più stretti. Così, è alla marca Petit Bateau che si devono, all’inizio del ventesimo secolo, le prime mutande corte. Cosa che non impedì alle donne di continuare a portare i mutandoni sotto gli abiti fino alla seconda guerra mondiale.

L'oggetto di tutte le fantasie

È dunque solo negli anni ’50 che le vere mutande in cotone conoscono un’infatuazione forte quanto quella per i pantaloni, che le donne adottano con frenesia. Le marche di abbigliamento propongono tanti modelli, tanti tessuti e ben presto le mutande diventano un oggetto di seduzione. Come nel caso della lingerie di pizzo, per esempio, che relega definitivamente le mutande della nonna nell’armadio. Senza dimenticare il perizoma, inventato all’inizio degli anni‘80, il tanga, e tutti gli altri accessori che diversificano l’oggetto a seconda delle mode.
Le mutandine di cotone, tuttavia, restano il grande classico che stuzzica l’immaginazione degli uomini. Accessorio indossato sulle parti intime, le mutandine diventano per i feticisti un oggetto di desiderio più importante della donna stessa. Sono numerosi quelli che le collezionano, per godere del loro odore o delle loro macchie. Una mania che per alcuni si avvicina alla misofilia, cioè all’attrazione per cose e donne sporche. In genere, tuttavia, questo amore per le mutandine si ricollega ai primi turbamenti sessuali che si cerca di ritrovare per il resto della vita.
In Giappone le mutandine sono addirittura oggetto di culto quasi idolatrico. Laggiù è persino possibile trovare distributori di indumenti intimi usati. E il massimo della raffinatezza erotica sono le mutandine che conservano deboli tracce del sesso femminile.
Una simile attrazione per un oggetto che scatena così tante fantasie deriva forse dal fatto che le donne hanno impiegato secoli per conquistare il confort nell’abbigliamento. Una lotta che alla fine ha condotto a un pezzo di stoffa di soli pochi centimetri: le mutandine.

 

Faris Sanhaji

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05/11/2012

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