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La prima volta: tra rito e formalità

Perdere la verginità è lungi dall'essere un evento insignificante. Memorabile o deludente, la prima volta lascia un'impronta particolare. Solleva tante domande e innesca necessariamente dei turbamenti. Approfondimento su un passaggio obbligatorio nella scoperta della sessualità, tra rito e formalità.

La prima volta: tra rito e formalità
© Getty Images

"La prima volta... e molte altre ne susseguirono", cantano i Tryo. Impronta indelebile, che sia breve, silenziosa, memorabile o un vero incubo, il primo corpo a corpo sessuale segna la fine della verginità. Una soglia che una volta varcata non permette più di tornare indietro. "Avviene prima rispetto a 50 anni fa", spiega il sessuologo Damien Mascret. A 17,2 anni per i ragazzi e a 17,6 per le ragazze*. Prima volta riuscita o all'insegna del peggior panico, capita a casa dei genitori di uno dei due o per strada o chissà dove... Ad ogni modo, è là che tutto ha inizio!

Una miriade di interrogativi

Per quanto si parli di sesso in tutte le salse e attraverso molti mezzi di comunicazione, resta il fatto che l'esperienza è sempre "angosciante". Le domande che aleggiano sulla prima volta rimangono immutate, come se fossero insensibili alle voci che circolano sulla liberazione sessuale. "Le domande ruotano essenzialmente sul dolore, su come fare e sul piacere che è possibile o meno provare", constata il sessuologo. "La paura di provare dolore è preponderante nelle ragazze", aggiunge la Dott.ssa Marie-Claude Benattar. Per alcune di loro, le aspettative rispetto a questo evento sono così lontane dalla realtà che a volte si chiedono se c'è stato. "Alcune vengono a farsi visitare per assicurarsi di aver perso davvero la verginità", confessa la ginecologa. In generale, le visite vertono anche sulla paura delle MST (malattie sessualmente trasmissibili) e, ovviamente, su quella di "rimanere" incinta.

In realtà, si tratta di un'esperienza molto personale, che comporterà sempre una commistione di incertezza, curiosità, eccitazione e, a volte, anche di panico. È pressoché inevitabile! Per una ragazza, che conosce forse meno di un ragazzo la strada verso il piacere, si deve anche considerare una componente più significativa di ignoto. Le cifre parlano chiaro: il 90% degli uomini contro il 25% delle donne ha sperimentato la masturbazione prima della loro prima volta.  

Un segno indelebile nella sessualità

La prima volta può essere stata particolarmente deludente, troppo veloce o, al contrario, meravigliosa, se non addirittura memorabile. A prescindere dal risultato, la prima volta segna l'ingresso della ragazza nel mondo dei grandi, quella di una sessualità consumata. "Se l'evento si è svolto senza particolari problemi, la ripetizione ha maggiori probabilità di riuscita", spiega il Dott. Benattar. Certamente, il fatto di poter dedicare del tempo alla scoperta del proprio corpo e di quello del partner in modo ludico e con tenerezza dovrebbe far guadagnare punti. Con, ciliegina sulla torta, il piacere da condividere. Ciò nonostante, aspettarsi di provare un orgasmo intenso non è molto realistico: oggi sappiamo infatti che richiede una conoscenza del proprio corpo, possibile solo con l'andare del tempo.

Al contrario, è anche possibile che il primo rapporto avvenga in modo decisamente maldestro o troppo velocemente. Neppure è raro che alcune "cedano" alle pressioni del partner e vivano una prima volta alla bell'e meglio, lasciando un po' di amaro in bocca. Un'esperienza che non sarebbe così poi tanto grave, tranne quando le ragazze si etichettano un po’ troppo in fretta come incapaci o facili. Due aggettivi questi che possono comportare conseguenze negative sulla loro sessualità, generando sentimenti che oscillano tra la paura e il disgusto, quando invece la goffaggine e la fretta sono due fattori spesso in agguato. "La responsabilità non ricade sui partner, ma è la loro inesperienza a essere messa in causa", rammenta la ginecologa. Per evitare di prendere una brutta piega nella propria vita sessuale, è necessario parlare e questa esigenza diventa ancor più impellente nel caso in cui esistano sentimenti come frustrazione, delusione o paura.

Ma attenzione: alcuni fattori sono effettivamente aggravanti, spesso come nel caso dell'alcol. "Usato per eliminare un'angoscia e assunto in dosi massicce, l'alcol può essere responsabile di cattive esperienze", avverte il sessuologo. In particolare, quando non si ricorda ciò che è successo o di mettere il preservativo, quando si sceglie un luogo a rischio o un partner "cafone".

Un genitore attento o uno specialista, se necessario, possono accompagnare i primi passi dei figli in questa sfera della vita che, anche se crediamo sgombra da paure e pregiudizi rimane pur sempre un argomento delicato…

Perché lui o lei?

Il lui o la lei a cui offriamo la nostra verginità ha qualcosa di speciale? Le cifre rivelano motivazioni tra le più varie. Il 72% delle donne contro solo il 64% degli uomini sono innamorate del loro primo partner*. "Più sentimentali, quando dicono "sì", le donne sperimentano una proiezione affettiva molto forte con un'idea di durata", chiarisce Damien Mascret. Dobbiamo tuttavia constatare che la verginità non è più un regalo esclusivo che si conserva preziosamente per il grande amore: il primo partner è una persona a cui siamo legati, ma non è necessariamente il nostro futuro consorte. Dal canto loro, gli uomini vivono di più questa esperienza come un rito di passaggio. La verginità va persa e l'averlo fatto è un gesto che dà valore, a prescindere da come sia avvenuto… È un segno di virilità!

Catherine Maillard

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06/09/2011

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