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Vergine a 30 anni: che cos’è la verginità tardiva?

Oggigiorno, il fatto di essere vergine troppo a lungo è una sofferenza. Passati i 30 anni, e spesso anche prima, non aver mai avuto rapporti sessuali desta sospetti. La maggior parte delle persone mantiene segreta questa informazione, vissuta come un peso. Facciamo il punto sulla verginità tardiva, con l’aiuto della sessuologa Valérie Doyen, che ci spiega che, poi, tanto grave non è.

Vergine a 30 anni
© Getty Images

Viviamo anni “ipersessuati”, nei quali il sesso viene praticato sempre più giovani e in tutte le varianti possibili: in questo contesto, la verginità tardiva sembra anomala. Ma a partire da quanti anni questa condizione diventa, appunto, un’anomalia? È una vera e propria preoccupazione, che vivono molti giovani, come dimostrato da molti forum, sui quali uomini e donne oltre i 20 anni cercano di capire se sono gli unici a non avere ancora fatto l’amore. Ma cosa dicono i numeri? Vari sondaggi riferiscono che l’11% degli uomini e il 16% delle donne sono ancora vergini a  24 anni; a 25 anni, le percentuali scendono a 7% per gli uomini e 13% per le donne1,2. Insomma, un fatto non poi così raro. Eppure, più gli anni passano più questo segreto viene vissuto come una maledizione. “Gli uomini cominciano a preoccuparsi verso i 20 anni, le donne verso i 25”, afferma Valérie Doyen, sessuologa al consultorio familiare.

Verginità tardiva: la preoccupazione genera inibizione

È difficile sapere al primo sguardo se una persona è vergine oppure no! Eppure, il o la vergine si sente come se ce l’avesse scritto in fronte. Mentre gli altri sembrano immersi in un’euforia sessuale comunicativa, loro rimangono in disparte. “È principalmente lo sguardo degli altri a preoccuparli”, spiega la sessuologa. La paura di essere presi in giro, dagli amici o dall’eventuale partner, predomina. Sono convinti che una volta che ammetteranno di essere vergini, il o la partner se la darà a gambe levate, considerandoli “anormali”.

Questo timore genera due comportamenti distinti. I “vergini tardivi” possono sia inventarsi una vita sessuale immaginaria, sia rimanere misteriosi. Alcuni cominciano delle relazioni, ritardando il momento fatidico, sentendosi costretti a lasciare l’altro/a una volta che si sentiranno con le spalle al muro. Altri smettono completamente di avere delle relazioni, a volte isolandosi completamente dagli altri. In particolare le donne corrono il rischio di respingere e negare il proprio corpo. “Gli uomini generalmente si masturbano per tenere a bada le pulsioni, mentre le donne si distolgono dal proprio corpo, prendendo come pretesto ad esempio la carriera lavorativa”.

Rimanere vergine: motivi diversi per lui e per lei

Anche in questo, uomini e donne non si comportano allo stesso modo.

La verginità tardiva nei maschi

Per gli uomini, spesso entra in gioco l’angoscia della prestazione. “La verginità tardiva può essere provocata dalla “sindrome dello spogliatoio”” osserva Valérie Doyen. “Le prese in giro nello spogliatoio della palestra sulla dimensione del pene, o il paragone con quel che si vede nei film porno, possono aumentare le difficoltà”. Anche altri fattori possono giocare, come una semplice osservazione da parte di una partner, o un’eiaculazione precoce prima della penetrazione. È quello che è successo a Giacomo, durante un’esperienza sessuale a 16 anni. Da allora, la semplice prospettiva di penetrare un sesso femminile basta a fargli perdere l’erezione. Un problema che lo perseguita da più di 10 anni. “Capita spesso, i ragazzi non sanno di non essere geneticamente programmati per durare a lungo, è qualcosa che si impara”, ricorda la nostra esperta. 

La verginità tardiva nelle femmine

Per le giovani donne, i luoghi comuni e le leggende familiari pesano sulla sessualità. “Si sentono ancora spesso affermazioni come “Fa male”, oppure “Una volta che avrà avuto quello che voleva, ti lascerà”, rivela Valérie Doyen. Al timore legato al dolore si aggiunge la ricerca della persona giusta (principe azzurro o anima gemella) a cui regalare la propria verginità. Alcune continueranno ad aspettarla, anche oltre i 30 anni, idealizzando la relazione e la sessualità. Evitando di confrontarsi alla realtà per paura di sbagliarsi, ritarderanno il più possibile questo momento. Parallelamente, i media, il cinema e la letteratura erotica femminile diffondono un’immagine irreale della “prima volta”, tra passione e orgasmo, che non solo è pura illusione, ma apre la strada a tensioni e angoscia. In questo senso, una prima esperienza mancata può bloccare la vita sessuale in modo duraturo. 

Sdrammatizzare e relativizzare

« La prima volta è difficile per tutti », precisa la sessuologa. Alla goffaggine può aggiungersi il dolore, effettivamente, ed è normale. La sessualità non è innata, come vogliono farci credere, soprattutto visto che deve tenere conto dell’aspetto relazionale. In questo preciso momento il panico può essere molto e prendere in considerazione il partner, difficile, visto che l’attenzione è centrata su se stessi. La ricerca della persona giusta il cui vero amore permetterà di raggiungere un’alchimia particolare è quasi utopistica. Se capita, meglio così: se invece non capita, non succede niente. La cosa più importante indubbiamente è riuscire a relativizzare e fidarsi del proprio corpo. Che tu abbia 20, 256 o 30 anni, la decisione ti appartiene. Ciononostante, se la prima volta si rivela essere diventata un ostacolo insormontabile, rivolgersi a uno specialista è spesso necessario. Potrà aiutarti a superare questo momento e darti le chiavi per capire e passare oltre.

La verginità tardiva può anche essere provocata da abusi nell’infanzia o molestie sessuali che devono essere superate per poter godere nuovamente di una sessualità serena. Anche se questa non è tra le cause più frequenti di verginità tardiva. In questo caso è indispensabile rivolgersi a uno specialista.

Catherine Maillard

Fonti :

1 – Inchiesta Cosmopolitan 2013

2 – Inchiesta Top Santé 2006

3 – Intervista a Valérie Doyen – septembre 2014

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03/04/2015

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