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Il fascino dei capelli rossi

Le rosse esercitano da sempre un fascino particolare. In un romanzo dedicato a questa attrazione fatale, Stéphane Rose si tuffa per noi nel cuore di questo mistero, svelandoci così i lembi di una sessualità ammaliante.

Il fascino dei capelli rossi
© Getty Images

L’odore delle rosse

Innalzate al pantheon delle fantasie degli uomini, le rosse accendono l’immaginario e i sensi di coloro su cui esercitano un’attrazione particolare. Oggetto di vergogna nella storia dell’umanità e muse degli artisti, le rosse lasciano sulla loro strada una sorta di profumo solforoso. Una vera e propria ossessione per Stéphane Rose, che ci trascina sul cammino di un’attrazione fatale, condivisa da molti uomini.

Il rosso che accende

Mentre bionde e brune si prestano facilmente a soprannomi graziosi come “biondina” o “brunetta”, le rosse invitano ad altre rime più esplicite. La scienza pare confermarlo. Stéphane Rose cita lo studio di uno scienziato tedesco che proverebbe il mito delle “delle vampate di calore”. Noto per il suo ardore sessuale, lo stereotipo della donna rossa sarebbe sostenuto dal Prof. Werner Habermehl, sessuologo presso il centro di ricerca sociale dell’università di Amburgo. Questi avrebbe evidenziato che la vita sessuale delle donne con i capelli rossi è maggiore rispetto a quella delle altre donne. Le rosse sono più attive, hanno più partner e fanno l’amore più spesso della media.

Storia dei capelli rossi

Le rosse sono uccise nell’antico Egitto e in Africa nera, messe al rogo, accusate di stregoneria, durante l’Inquisizione in Europa... Ma da dove viene questo profumo solforoso che aleggia nella loro capigliatura incandescente? Da Lilith, la prima donna poco docile di Adamo, che era rossa per metà. Come da altre figure femminili forti della Bibbia, per esempio Maria Maddalena.

Questo accanimento che persiste nel tempo viene senza dubbio dal fatto che, nel pensiero tradizionale della Chiesa, la vistosità dei capelli rossi, simbolo del fuoco, è associata agli inferi, alle forze senza briglie. E quindi alla tentazione. Il color “carota” rappresenta quindi l’ultimo divieto, il tabù assoluto, perché fa pensare a Satana.

Le rosse saranno associate alle “puttane”, come la Nana di Zola e l’Yvette di Maupassant. Nel 1254 un’ordinanza del re San Luigi rende obbligatorio per le prostitute tingersi i capelli di rosso per distinguersi dalle donne “rispettabili”. “Il desiderio sessuale è una variante della paura che esse ispirano, l’altro versante del fascino”, conclude Stéphane Rose.

Viva i capelli rossi

“Possiedono uno spirito libero, più combattivo della media”, afferma Stéphane Rose. Secondo lui, esiste una psicologia della rossa, molto singolare, forgiata dalla differenza. Di certo hanno dovuto imparare a difendersi sin da bambine, ad affermare la loro singolarità, a mostrarsi fiere, il che poteva indurre a un certo sarcasmo... Nessun dubbio che, alla fine, esse incarnino l’eterno femminile, un ideale di bellezza. “Il contrasto della loro pelle bianca con i capelli incandescenti spinge alla contemplazione”, suggerisce l’autore. A questo si aggiunge un innegabile profumo di mistero. “In realtà, non le si possiede mai veramente, ci sfuggono sempre un po’”, sospira Stéphane Rose,’autore del romanzo “Basta che sia rossa”...

Catherine Maillard

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17/07/2013

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